Dimensioni: 58,5 x 80 cm
Firmato: firmato p.d.: B. Biegas
Provenienza
Francia, collezione privata. Artcurial, asta 27.04.2004, oggetto 182 Ginevra, Galerie Jan Kugier. Parigi, Spuścizna Bolesława Biegas, Towarzystwo Historyczno-Literackie, 1954.
In mostra
Parigi, Galerie J.C. Gaubert, Bolesław Biegas, 15 novembre - 9 ottobre 1974.
Riprodotto
Bolesław Biegas [catalogo della mostra], J. C. Gaubert, Parigi 1974, n. 10, p. 20.
La pittura di Bolesław Biegas può sembrare un po' in ombra rispetto alla sua opera scultorea. L'artista si occupò inizialmente di forme tridimensionali, fino a quando, intorno al 1900, su istigazione di Stanisław Wyspiański, prese in mano il pennello. Influenzato dalla filosofia di Stanisław Przybyszewski, inizia a dedicarsi a temi che riflettono la misteriosità dell'esistenza umana e Gustav Moreau e Arnold Böcklin diventano le sue principali ispirazioni.
A partire dal 1920, i suoi precedenti "ritratti sferici" multicolori lasciano il posto a composizioni con una tavolozza di colori più tenui e intimi. In questo periodo, l'artista utilizza soprattutto un blu navy scuro e profondo, che spezza con accenti chiari. Crea un mondo fantastico immerso nell'oscurità, pieno di figure misteriose, laghi, castelli e cascate. Utilizzando una luce forte e puntuale, ha fatto emergere dall'oscurità scene magiche nate nell'immaginazione. Dando alle sue opere titoli letterari, ne sottolineava l'espressione mistica.
Il poeta Émile Verhaeren, apprezzando l'unicità dell'arte dell'artista, scrisse: "Sì, mio caro Biegas, tu sei un poeta. Contemplate la realtà con ingenuità ma anche con grande perspicacia; la vostra personalità si esprime senza compromessi, il vostro sguardo è diverso da quello degli altri artisti: le cose, gli elementi, le stagioni o le nuvole vi appaiono come desideri; tutta la natura è permeata di fantasia, voi traducete in essa la vostra anima sensibile e agitata. (...) Le sue opere plastiche sono come poesie. Contengono tutto il tuo essere, con tutto ciò che ne deriva: tenerezza, ribellione, amore e pensieri" (citato da Deryng X., Bolesław Biegas, pubblicato da Polskie Towarzystwo Historyczno-Literackie Biblioteka Polska w Paryżu, 2011, p. 84).





