Litografia, carta pergamena Marais, 36 x 27 cm (dimensioni interne del passe-partout) in un passe-partout di 47 x 38 cm;
Editore: Henri Paul Jonquières; realizzata dall’Atelier Duval;
stampa: Priester Feres.
La litografia qui presentata proviene dall’unica pubblicazione in assoluto di questi 40 disegni di Picasso, avvenuta nel 1957 con il consenso di Dora Maar e grazie alla messa a disposizione da parte dell’editore (Henri Paul Jonquières) dell’unico esemplare esistente contenente tali disegni. Non si conosce la sorte dell’originale di questo portfolio dopo la morte di Dora Maar nel 1997.
Picasso, dopo la pubblicazione nel 1942 della serie di 31 incisioni per i testi di Buffon, nel 1943 regalò alla sua amata, la fotografa e pittrice surrealista Dora Maar, una copia di *Histoire naturelle*. Mentre si trovava nel suo studio, decorò i margini di questa serie di incisioni con teste umane, animali e creature fantastiche, con la stessa Dora Maar raffigurata come una donna-uccello-sfinge sulla pagina del frontespizio. Regalandole questa copia, scrisse la dedica: «per Dora Maar tan rebufona!» (per Dora Maar così bella!), che è un gioco di parole che fa riferimento al cognome Buffon e alla parola catalana «bella-bufo».
Sull’ultima pagina del portfolio, Picasso scrisse con un acquerello (vedi foto) una dichiarazione del seguente tenore:
«Tutti i disegni contenuti in questo libro sono stati realizzati domenica 24 gennaio 1943 nel pomeriggio a Parigi, al numero 6 di rue de Savoie».
Dora Maar (1907-1997), al secolo Henriette Theodora Markovitch — per metà croata e per metà francese. Figlia di un architetto di Zagabria e della proprietaria di una boutique di Cognac. Dopo 16 anni trascorsi a Buenos Aires, tornò nella sua città natale, Parigi, per studiare fotografia alla scuola ENS Louis-Lumière e pittura alla famosa Académie Julian. Fu qui che nel 1930 cambiò il suo vero nome e cognome con lo pseudonimo di Dora Maar, che da allora sarebbe diventato il suo segno distintivo. Nel 1935 Dora conobbe Pablo Picasso — il suo grande amore e, come si sarebbe poi scoperto, la più grande tragedia della sua vita. Si incontrarono al caffè Les Deux Magots. Si dice che Picasso abbia notato Dora, più giovane di lui di 26 anni, seduta al tavolo accanto. Annoiata, a quanto pare, giocava con un coltellino, conficcandone la lama nel piano del tavolo tra le dita, protette da un guanto nero ricamato di rose. A un certo punto mancò il bersaglio e si ferì alla mano, e il sangue trasudò attraverso il tessuto. Picasso, notandolo, si avvicinò e, affascinato da quella sorta di masochismo, le chiese se potesse avere quel guanto. Fu così che avrebbe avuto inizio la loro relazione, durata 11 anni, burrascosa, tossica e distruttiva. Dora fotografò Picasso in circa 1.800 scatti, lui la ritrasse su diverse decine di tele. Lei, invece, finì nella miseria, nella follia e nella solitudine. Per molto tempo si accontentò del ruolo di sua musa principale. Il volto di Dora Maar è riconoscibile persino in *Guernica*, dove è raffigurata come una donna che regge una lampada. L’artista accompagnò Picasso sin dall’inizio del processo creativo di questa tela monumentale, che immortalò meticolosamente nelle sue fotografie, creando un reportage di inestimabile valore per la storia dell’arte.
Le cornici visibili nelle immagini hanno carattere puramente illustrativo e non costituiscono un’offerta commerciale.



