Emissione provinciale in bronzo di Diadumeniano (217-218 d.C.), coniata ad Antiochia, in Siria, appartenente a una breve serie di monete prodotte in occasione della sua elevazione alla dignità di Cesare accanto a Macrino. Le coniazioni di Antiochia di questo periodo riflettono le peculiarità del sistema monetario orientale, combinando elementi dell'epigrafia greca con il tradizionale simbolismo romano.
Il dritto raffigura un busto del giovane Cesare con mantello e armatura, rivolto verso destra, con la legenda ΚΑΙ ΜΟ Δ ΑΝΤΩΝΙΝΟϹ, che lo identifica come Marco Opellio Antonino (Diadumeno). Nel campo sono presenti le lettere S-C che, sebbene derivate dalla formula romana senatus consulto, sono tradizionali nelle coniazioni provinciali di Antiochia e non denotano l'effettivo controllo del senato sull'emissione.
Il rovescio mostra una corona di fiori, all'interno della quale è posta la SC, sopra la quale si trova l'indicazione ΔΕ, mentre al di sotto è raffigurata un'aquila in piedi a destra. L'aquila (aquila) è uno dei simboli principali del potere imperiale e dell'esercito romano, mentre la corona si riferisce alla vittoria e alla prosperità.
Roma provinciale
Siria, Antiochia, Diadumeniano (217-218), bronzo
Dritto: busto di Cesare con mantello e armatura a destra, in campo S-C
ΚΑΙ ΜΟ Δ ΑΝΤΩΝΙΝΟϹ
Rovescio: corona di fiori, all'interno di SC, sopra ΔΕ, sotto l'aquila a destra
Diametro 19 mm, peso 5,42 g



