stampa alla gelatina d'argento, carta al bromo sottile, 30 x 20 cm;
stampa originale; sul retro timbro dell’autore: FOT. ST. BURNATOWICZ RIPRODUZIONE VIETATA / firmata a matita ST BURNATOWICZ.
Fotografo polacco, documentarista della natura e dei paesaggi montani, legato a Zakopane e ai Tatra. Ha coltivato la passione per la fotografia sin dalla più tenera età, immortalando paesaggi, vedute del mare e delle navi, nonché gare automobilistiche. Nel periodo tra le due guerre visse a Leopoli, dove completò gli studi secondari. Poco prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale fu arruolato nell’esercito e partecipò alle esercitazioni nel Volhynia, documentando la vita e il servizio dell’unità telegrafica. Durante la guerra fu internato, ma riuscì a fuggire e a raggiungere Leopoli attraverso il Passo di Dukla. Minacciato di deportazione in Kazakistan, si rifugiò a Dzików insieme alla fidanzata, che in seguito divenne sua moglie. Durante l’occupazione fu attivo nell’Esercito Nazionale, partecipando, tra l’altro, al coordinamento dei lanci aerei. Al termine della guerra, nel 1945, lasciò Tarnobrzeg e si trasferì a Cracovia. A causa della sua attività nell’Esercito Nazionale, era ricercato dall’Ufficio di Sicurezza. Nel 1949 si stabilì definitivamente a Zakopane, che divenne il centro della sua vita e della sua produzione artistica. In qualità di fotografo di grande prestigio, riceveva permessi speciali che gli consentivano di lavorare all’interno dei parchi nazionali. Il principale ambito dei suoi interessi artistici era costituito dai paesaggi montani e dalla natura delle Tatra; solo più raramente affrontava tematiche etnografiche. Era legato alla Cooperativa di Lavoro «Foto-Jedność» di Zakopane, che pubblicava cartoline fotografiche. Nei periodi di difficoltà finanziarie realizzava anche fotografie ricordo dei turisti sul Giewont. Ha lasciato un ricco corpus di opere che documentano la bellezza delle montagne e della natura polacche, a testimonianza della sua passione pluriennale e della sua straordinaria sensibilità per il paesaggio.





