21 x 14,3 cm - acquerello, guazzo, carta
scritta lungo il bordo inferiore: JLEFARWSIMIASTOKESEŁO
Sul retro, in basso a sinistra (a penna): 35; inoltre (a guazzo blu): 1000 ZŁ.
Provenienza: collezione privata, Svezia; acquistato alla mostra itinerante in Svezia nel 1966.
Opera esposta, citata e riprodotta, tra l’altro, in: – Mostra itinerante del 1966, Hägerstens Konstförening, Midsommargarden, 5 – 28 settembre,
Blackebergs Konstförening, Ängbykyrkan, 1–9 ottobre, Farsta Konstförening, Farsta Forum, 5–13 novembre,
Vantörs Konstförening, Högdalen, 19–27 novembre, Spanga Konstförening, Spanga Församlingshus, 3–10 dicembre,
Skarpnäcks Konstförening, ABF: s studiehem, Arsta Centrum, Arsta n. cat. 88 o 89.
♣ Diritto di seguito: ♣ Al prezzo di acquisto verrà aggiunto un supplemento derivante dal diritto dell’autore e dei suoi eredi a ricevere un compenso ai sensi della Legge del 4 febbraio 1994 sul diritto d’autore e sui diritti connessi (droit de suite).
Nikifor (vero nome Epifaniusz Drowniak, dal 1962 Nikifor Krynicki; Krynica, 1895 circa – Krynica 1968) - Łemek, noto pittore naif di Krynica, autodidatta. Soffriva di disturbi dell’udito e del linguaggio, non aveva mai frequentato alcuna scuola, non sapeva né scrivere né leggere. La sua vera passione e il suo modo di comunicare con il mondo era la pittura. Iniziò a dipingere presto: le opere più antiche dell’artista risalgono addirittura a prima del 1920. Dipingeva ad acquerello, utilizzando anche la matita. Sfruttava ogni pezzo di carta a disposizione, copertine di quaderni, pacchetti di sigarette. Creava intere serie di disegni: rappresentazioni commoventi e ingenue di architettura, paesaggi, figure di santi e ritratti. Spesso firmava le sue opere con sequenze incomprensibili di lettere «stampate» e vi incollava cornici di carta colorata. La sua opera aveva già attirato l’attenzione negli anni Trenta (i Kapisti), ma la vera scoperta del fenomeno Nikifor avvenne solo dopo la guerra, quando gli fu offerta assistenza e fu ammesso alla ZPAP. Nel 1962 ricevette il cognome Krynicki. Convinto dell’importanza della sua arte, utilizzava anche il soprannome Matejko.