Litografia; carta Casteljoux (350 g); 30 x 24 cm (dimensioni interne del passe-partout) in un passe-partout di 37 x 30 cm; seconda edizione del 1970 su licenza della Fondazione Marina Picasso, pubblicata da Edito Service, Ginevra, Svizzera.
Nel 1931, il famoso mercante d’arte Ambroise Vollard suggerì a Picasso, e nel 1936 gli commissionò, di illustrare la «Storia naturale, generale e particolare» di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon (1707–1788), originariamente pubblicata in quarantaquattro volumi tra il 1745 e il 1804. Picasso, che era un amante degli animali, iniziò a realizzare incisioni che illustravano brani della «Storia naturale» di Buffon nell’atelier di Roger Lacourière.
Fu allora che Picasso utilizzò per la prima volta la tecnica dell’acquatinta allo zucchero, che gli consentiva di ottenere una gamma più ampia di sfumature di grigio. Dopo la morte improvvisa dell’editore in un incidente stradale nel 1939, queste 31 incisioni furono pubblicate integralmente solo nel 1942, in una tiratura di 226 esemplari, grazie al suo successore, Martin Fabiani, e all’idea di Lacourière di utilizzare per la stampa di Buffon la carta avanzata dalla stampa della «Suite Vollard», a causa della carenza di carta durante la guerra.
Picasso scelse gli animali che attirarono la sua attenzione, illustrandoli secondo le proprie idee. Lavorò principalmente con la tecnica dell’acquatinta, che aveva perfezionato negli ultimi due anni (questa tecnica compare per la prima volta in una tavola del gennaio 1934, «Femme nue assise et trois têtes barbues», Bloch 216). Gli animali che Picasso ha raffigurato nelle sue tavole per *Eaux-fortes originaux pour les textes de Buffon* rimangono tra i massimi livelli raggiunti nella tecnica dell’acquatinta allo zucchero nella storia dell’arte grafica. Altrettanto importante è il fatto che «questi animali hanno un grande fascino: tra loro c’è uno struzzo buffo che corre, una scimmia amichevole che tende la zampa, un montone che posa con grande delicatezza e un gatto che sembra quasi fare le fusa» (Wye, p. 87). Gli animaletti di Picasso hanno incantato il pubblico della mostra «Buffon – Picasso» a tal punto che quel volume, nonostante il periodo bellico, andò rapidamente esaurito.
La seconda edizione vide la luce solo negli anni ’70 con la tecnica della litografia, grazie all’autorizzazione e alla licenza della Marina Picasso Foundation rilasciata da Edito Service, Ginevra, Svizzera, ed è proprio da questa edizione che proviene la litografia in questione.
La rilegatura visibile nelle immagini ha carattere puramente illustrativo e non costituisce un’offerta commerciale.
Bibliografia:
- Brigitte Baer, «Picasso the Printmaker: Graphics from the Marina Picasso Collection», Dallas Museum of Art, 1983, p. 102
- Deborah Wye, «A Picasso Portfolio: Prints from the Museum of Modern Art, New York», 2010, p. 87
- Gary Tinterow, «Ambroise Vollard, Patron of the Arts. New York», Metropolitan Museum of Art, 2006, p. 113).