Il seduto con capelli neri, barba sul labbro e sul mento, colletto di camicia bianca su un doppiopetto nero, lo sguardo rivolto con vivacità verso l'osservatore, lo sfondo completamente oscurato. Esempi comparativi di altri ritratti di testa, elencati nella perizia di accompagnamento, dimostrano chiaramente la paternità dei Carracci. Tra questi, il ritratto a mezzo busto del compositore "Giovanni Gabrieli" con liuto nella Staatliche Gemäldegalerie di Dresda, il "Ritratto di testa di ragazzo" a Parma e il "Ritratto di Giovane" nella Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma. Non va inoltre dimenticato l'autoritratto di Annibale del 1593, conservato alla Galleria Nazionale di Parma. L'influenza della pittura veneziana, in particolare di quella del Tintoretto, che si nota nell'opera di Annibale a partire dal 1590, è evidente anche in questo ritratto. Insieme ai cugini Ludovico e Agostino, Annibale fondò l'Accademia degli Incamminati. Il suo obiettivo era quello di adottare le caratteristiche manieristiche a favore di una maggiore naturalezza, che alla fine contribuì a inaugurare la pittura barocca. Annibale è considerato il più importante di questi tre pittori. Olio su tela. 36,5 x 26,5 cm.