25,2 x 34,3 cm - acquerello, matita, carta incollata su cartoncino
firmato in basso a sinistra: JK [iniziali legate]
Sul retro, in basso a destra (a inchiostro): Opera [...] del padre [...] | Kossak | ritratto del giovane conte Siemieńsk[i] |
Lewicki. T Kossak | Maggiore dell’Esercito Polacco; in basso (a inchiostro): Dichiaro l’autenticità di questo acquerello |
del mio defunto padre Juliusz | Wojciech Kossak | 1922; inoltre due timbri ovali, illeggibili.
Al dipinto è allegata una perizia del dott. K. Olszański dell’aprile 2001.
Il ritratto, descritto da Wojciech Kossak come l’effigie del giovane conte Siemieński-Lewicki, raffigura Stanisław Konstanty Maria Siemieński-Lewicki (1864-1918), terzo erede della tenuta di Chorostów. Dopo la morte del padre, Wilhelm Stanisław Siemieński (1827-1901), Stanisław Konstanty ereditò i beni di famiglia a Pawłosiów, situato a pochi chilometri da Jarosław, nell’odierno voivodato dei Carpazi.
All’inizio del XVII secolo, Anna della famiglia Kostków (1575-1635), moglie del principe Aleksander Ostrogski, donò il patrimonio fondiario ai padri gesuiti. Dopo la prima spartizione della Polonia, i beni di Pawłosiów passarono in proprietà del governo austriaco. Successivamente furono vendute a Stanisław Wilhelm Siemieński, dello stemma Dąbrowa – proprietario di Biecz, Ropa e Magierów, nonché ciambellano e membro degli Stati di Galizia.
Dopo di lui, la tenuta fu ereditata dal figlio Konstanty, deceduto nel 1866, e successivamente dal nipote Wilhelm Stanisław. Il successivo proprietario di Pawłosiów fu Stanisław Konstanty, terzo erede della casata di Chorostów, raffigurato in un ritratto. Fu proprio durante il suo periodo di proprietà che la tenuta di famiglia fu notevolmente ampliata e trasformata in una residenza di carattere principesco. La tenuta era situata in posizione pittoresca sul versante di una scarpata che digradava verso i prati. Era circondata da un vasto giardino paesaggistico e da un parco in cui crescevano numerose specie arboree rare. Fu proprio il parco, nonostante la distruzione della residenza stessa, a rivelarsi una delle tracce più durature dell’antico complesso. Sopravvisse a entrambe le guerre mondiali e si è parzialmente conservato fino ai giorni nostri. La residenza di Pawłosiów, insieme al suo arredo, non è giunta fino ai nostri giorni. La dimora fu completamente distrutta durante la Prima guerra mondiale, il 14 maggio 1915. Mancano testimonianze dettagliate sull’aspetto dei suoi interni e sui beni mobili in essi conservati. Dalle testimonianze conservate risulta tuttavia che la residenza possedeva preziose collezioni di una biblioteca polacco-francese, ricca di opere illustrate, nonché una collezione di arte polacca e straniera.
Il ritratto qui presentato raffigura il giovane Stanisław Konstanty Siemieński-Lewicki mentre percorre un viale del parco. Seduto su un cavallo grigio, il conte ha come sfondo una vegetazione rigogliosa e un frammento degli edifici storici della tenuta di famiglia. Questo ritratto di rappresentanza è la testimonianza di un mondo che, in gran parte, è scomparso per sempre. È una testimonianza dell’ambiente, della cultura e dello stile di vita della nobiltà terriera polacca a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Bibliografia: – R. Aftanazy, Materiały do dziejów rezydencji, a cura di A. J. Baranowski, vol. VIII, Varsavia 1991, p. 169.
Juliusz Kossak (Wiśnicz 1824 - Cracovia 1899) – pittore e illustratore – fu uno degli artisti polacchi più popolari della seconda metà del XIX secolo. Iniziò a studiare disegno e pittura nell’atelier di Jan Maszkowski a Leopoli; in seguito disegnò molto dal vero, visitando le tenute nobiliari in Ucraina, nel Podolia e nel Volyn. Nel 1852 si recò a Vienna, in Ungheria e a San Pietroburgo, per poi stabilirsi definitivamente a Varsavia. Trascorse gli anni dal 1856 al 1860 a Parigi, dove strinse amicizia con Horace Vernet. Tornato a Varsavia, negli anni 1862-1868 fu direttore artistico del «Tygodnik Ilustrowany». Nel 1869 si trasferì definitivamente a Cracovia, da dove partiva ancora per Monaco di Baviera per dipingere nell’atelier del pittore di battaglie Franz Adam. Kossak era soprattutto un eccellente acquerellista; ricorreva più raramente alla tecnica a olio. Dipingeva quadri storici e di battaglia, scene di genere che illustravano la vita e le tradizioni della corte nobiliare nonché i costumi del popolo polacco. Ma i veri protagonisti dei suoi quadri erano i cavalli, di cui sapeva rappresentare magistralmente il movimento, il temperamento, il carattere e l’individualità. Fu anche autore di numerose illustrazioni per riviste e libri, riuscendo a cogliere con infallibile precisione sia l’atmosfera delle opere letterarie, sia i desideri e le esigenze del pubblico – i lettori de *Pieśń o ziemi naszej* di Wincenty Pol, della «Trilogia» di Henryk Sienkiewicz, del «Pan Tadeusz» e dei poemi di Adam Mickiewicz.