Dimensioni: 60,4 x 73,3 cm
firmato in basso a destra: «M. Kisling»
firmato, datato e descritto sul retro della tela: «M. KISLING | MARSEILLE | AOUT 1918», sul retro della tela timbro con le dimensioni del supporto
Provenienza
asta presso Chyettte & Cheval, Parigi, marzo 2017
collezione privata, Parigi
asta da Bonhams, Inghilterra, marzo 2021
collezione privata, Polonia
Esposto
Kisling. Lo splendore di Montparnasse, Villa la Fleur, Konstancin-Jeziorna, 21 settembre 2024 - 30 marzo 2025
Bibliografia
Kisling. Lo splendore di Montparnasse, catalogo della mostra, Varsavia 2024, p. 150, n. cat. 54
Biografia
Negli anni 1907-11 studiò pittura all’Accademia di Belle Arti di Cracovia con Józef Pankiewicz. Su suo consiglio, insieme a Szymon Mondszajn, partì per proseguire gli studi a Parigi. Lì i critici André Salmon e Adolf Basler si interessarono alla sua opera; ricevette inoltre una borsa di studio da un mecenate russo anonimo. Veniva soprannominato il «principe di Montparnasse» per via delle sue frequentazioni mondane e dei suoi successi finanziari. Lo legavano rapporti di amicizia con artisti polacchi quali: Tadeusz Makowski, Eugeniusz Zak, Ludwik Markus, Roman Kramsztyk e Mela Muter. Per aver combattuto nelle file della Legione straniera durante la prima guerra mondiale ottenne la cittadinanza francese. Ferito nella battaglia di Clarency, nel 1916 trascorse un periodo di convalescenza in Spagna. Durante la seconda guerra mondiale si arruolò nell’esercito francese. Nel 1940 partì per New York passando per la Spagna e il Portogallo. Dopo la guerra, intorno al 1946, tornò a Sanary-sur-Mer. Fu uno dei più illustri esponenti dell’École de Paris del periodo tra le due guerre. Ha tenuto numerose mostre personali e ha partecipato spesso a mostre collettive all’estero in qualità di artista polacco. È stato uno dei principali esponenti dell’École de Paris, che riuniva artisti di origine ebraica provenienti dall’Europa centro-orientale e dalla Russia. «Nella fase iniziale della produzione artistica di Kisling, tra il 1912 e il 1918, trovò espressione il suo fascino per l’arte di Cézanne; nelle nature morte e nei paesaggi l’artista sintetizzava e geometrizzava i volumi, sovrapponeva i piani compositivi, introduceva un punto di vista sopraelevato che restringeva lo spazio pittorico. (…) Sotto l’influenza dei contatti con i cubisti, dipingeva paesaggi della Francia meridionale con uno stile geometricizzante mutuato dai quadri di Picasso e Braque del 1909 circa. Cercava una formula decorativa in cui i volumi architettonici sintetizzati si armonizzassero con le forme organiche della natura. (…) Nei paesaggi coglieva le forme in modo stilizzato, mentre ai colori conferiva un’intensità paragonabile alla tavolozza fauvista. Negli anni 1917-18, oltre alle vedute di Saint-Tropez, caratterizzate da una tavolozza schiarita e da un’atmosfera eterea, sorsero paesaggi dall’espressività più profonda, evocata da una gamma di colori nitidi, forti e contrapposti; queste composizioni, al limite dell’astrazione e intense nell’espressione, erano dipinte a impasto, con pennellate oblique. Alcune vedute di porti con barche a vela e un lungomare deserto richiamavano la poetica della «pittura metafisica». Nei paesaggi, Kisling faceva riferimento anche agli schemi compositivi del XVI secolo, raffigurando paesaggi vasti, costruiti come scenografie, con una profondità spaziale resa in modo suggestivo” – Irena Kossowska





