Con le sue dimensioni, questa tela potente e di grande effetto drammatico è un esempio eccellente della pittura barocca veneziana del XVII secolo. Caratterizzata da un chiaroscuro teatrale, da una pennellata sensuale e da un'intensa tensione psicologica, la composizione ritrae una delle più famose narrazioni dell’Antico Testamento sul tema del tradimento e della perdita del potere.
La scena raffigura il momento culminante della storia di Sansone e Dalila (Giudici 16,19). Sansone, l’eroe invincibile d’Israele, giace profondamente addormentato con la testa appoggiata sul grembo della sua amante, Dalila, ignaro che il segreto della sua forza soprannaturale — i suoi lunghi capelli — sta per essergli strappato via.
Dalila costituisce il fulcro emotivo della composizione. Avvolta in luminosi abiti di seta con il seno scoperto, tiene le forbici fatali nella mano destra abbassata. Con l’indice sinistro delicatamente portato alle labbra, impone il silenzio ai rapitori filistei che si avvicinano.
A destra, i cospiratori si insinuano dall’ombra: un muscoloso soldato filisteo si protende in avanti con delle corde per legare l’eroe, mentre un comandante in armatura che indossa un elmo crestato e un anziano barbuto osservano in silenziosa attesa. Olio su tela, 111 x 152,5 cm