olio su tavola, 99,5 × 70 cm
firmato e descritto in basso a destra: «LBakałowicz paris»
«Nei ritratti (…) di Bakałowicz, sebbene caratterizzati da una simile grandezza, colpisce il contrasto dell’abito della signora – tutte quelle pieghe, drappeggi, raccolte, balze, volant e fiocchi di seta bianca, che sembra frusciare, riprodotti con cura dal pittore (…).»
(M. Poprzęcka, «Polskie malarstwo salonowe», Varsavia 1991, p. 19.)
«Nella pittura ottocentesca vi sono anche molte scene storiche che non fanno riferimento ad alcun evento storico concreto, né raffigurano personaggi noti. Esse costituiscono un genere pittorico particolare, che si può definire “in costume” (proprio come si parla di film in costume; entrambi i generi presentano del resto molte somiglianze). Esso raffigura scene di genere (e quindi quotidiane e anonime), ma ambientate in scenari e costumi storici. (…) Anche le donne potevano indossare costumi storici, trasformandosi in castellane, dame rinascimentali, insomma personaggi «come usciti da vecchi quadri».
(M. Poprzęcka, «La pittura polacca...», op. cit., pp. 18–23.)
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