olio su tela, 60 x 30 cm, firmato in basso a sinistra: «Kati Dobrogo» e con la scritta sul retro: «Tocca» | 60 x 30 cm, | olio su tela | 2026 | Kati Dobrogo'
Kati Dobrogo è originaria di Milanówek e attualmente vive e lavora nel quartiere Żoliborz di Varsavia. Si è laureata in disegno di stampa su tessuto presso l’Accademia di Belle Arti di Łódź nel 2014 e in grafica artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Danzica nel 2016. Si dedica principalmente alla pittura a olio e all’acquerello. Trae ispirazione dall’essere umano, in particolare dalla donna, da come viene percepita, da come vede se stessa e da come si sente. È affascinata dalla corporeità, dal sensualismo, dall’erotismo e dall’intimità. Nei suoi dipinti cerca una serenità beata, coraggio e tenerezza – soprattutto laddove per anni ha regnato la vergogna. Quasi sin dall’inizio della sua carriera artistica, il motivo principale delle sue opere è il corpo femminile, e in particolare il motivo della vagina, che incarna l’essenza della femminilità. Spesso le viene detto che questa parola suona «troppo medica», ma per lei racchiude un’enorme forza, naturalezza e verità. Nella sua arte cerca di sottolineare la bellezza e la diversità del corpo femminile, infondendo al contempo nelle donne il coraggio di accettarsi. Desidera che la sua pittura contribuisca a demistificare il mistero della vagina, che rimane ancora un argomento tabù. Un secondo tema, altrettanto importante, è la ciclicità della vita della donna. Le mestruazioni, che costringono a fermarsi e a guardarsi dentro, hanno dato origine alla serie intitolata «Sanguino». I suoi dipinti non sono letterali. Colori saturi, spesso accesi, inquadrature esagerate e grandi formati, a prima vista rendono irreale il tema, per poi, dopo un attimo, rivelarne e sottolinearne il significato. I dipinti più recenti sono una sorta di terapia per l’artista. Nei suoi autoritratti corporei mostra ed elabora il proprio rapporto con il proprio corpo, la sua mutevolezza e la sua imperfezione. Il suo obiettivo è sostenere la femminilità nel senso più ampio del termine, rendere meno tabù la geografia del proprio corpo, rompere il silenzio e costruire uno spazio in cui tale femminilità possa essere celebrata senza vergogna e senza limiti.



