21 x 17,5 cm - olio su pannello di fibra
sigla in basso a sinistra: D.G. 930/85.
Sul retro due etichette: – dell’autore con i dati dell’opera; – della mostra personale a Mosca nel 1987.
Jerzy Duda Gracz iniziò la serie «Jurajska» nel 1983. Stanco delle lotte con la realtà, amareggiato per vari motivi, forse persino disorientato dal susseguirsi degli eventi, l’artista iniziò allora a dipingere quadri completamente diversi da quelli realizzati fino a quel momento, intitolandoli con il nome collettivo «Giurassici» e distinguendoli solo con dei numeri, in base alla posizione nel catalogo delle proprie opere da lui stesso tenuto. In parte raffiguravano riflessi di paesaggi dei dintorni di Częstochowa, Zawiercie, Wieluń, ovvero territori che in gran parte coincidono con la topografia della Giura di Cracovia-Częstochowa e che, al contempo, il pittore conosceva bene fin dalla sua infanzia. (Ireneusz Kamiński, Duda Gracz, Penta, Varsavia 1997, p. 173)
Dipinto esposto, citato e riprodotto, tra l’altro, in: Dipinto esposto:
– Jerzy Duda Gracz – pittura (1968-1986), Casa Centrale dell’Artista Plastico, Mosca 1987.
♣ Droit de suite: ♣ Al prezzo di acquisto verrà aggiunto un supplemento derivante dal diritto dell’autore e dei suoi eredi a ricevere un compenso ai sensi della Legge del 4 febbraio 1994 sul diritto d’autore e i diritti connessi (droit de suite).
Jerzy Duda Gracz (Częstochowa 1941 - Łagów 2004) - pittore, disegnatore, scenografo, docente. Nel 1968 conseguì la laurea presso l’Accademia di Belle Arti di Cracovia, Facoltà di Grafica di Katowice. Negli anni 1976-82 è stato docente presso quell’istituzione, poi professore all’Università della Slesia a Katowice. Ha insegnato anche all’Accademia Europea delle Arti di Varsavia (1992-2001).
La sua pittura si caratterizza per il virtuosismo tecnico e la cura dei dettagli. Ha praticato l’arte in una convenzione realistica intesa in senso lato, con una predominanza della deformazione delle figure e del grottesco. Ha creato un mondo dal carattere demascatorio, avvalendosi del linguaggio del giornalismo e dell’allegoria. È autore di alcune opere di grande respiro, tra cui il soffitto «La Trasfigurazione» nella chiesa di Toporów (1995) e della serie «Golgota Jasnogórska» nel monastero dei Padri Paolini a Częstochowa (2000/2001).
L’artista vanta nel suo curriculum oltre 180 mostre personali in Polonia e all’estero (tra cui a Berlino, Londra, Parigi, Mosca, Roma, Vienna, Firenze, Düsseldorf, Chicago, Nuova Delhi, Monaco di Baviera, New York e altre città). Ha partecipato a circa 300 mostre nazionali e presentazioni internazionali dedicate all’arte polacca. Ha rappresentato la Polonia, tra l’altro, alla XLI Biennale d’Arte di Venezia nel 1984, alla XX e XXI Fiera Mondiale dell’Arte di Colonia nel 1986 e nel 1987 e all’EXPO ’92 di Siviglia.
I dipinti di Jerzy Duda Gracz fanno parte delle collezioni del Museo Nazionale di Varsavia, Cracovia, Poznań, Breslavia e Danzica, del Museo dell’Università Jagellonica presso il Collegium Maius di Cracovia, al Museo della Terra dell’Accademia Polacca delle Scienze a Varsavia, nella collezione d’arte di Jasna Góra a Częstochowa e in altri musei regionali e municipali, nonché in collezioni private, tra cui quelle di W. Ochman e W. Fibak; all’estero: nelle collezioni degli Uffizi a Firenze, al Museo Pushkin di Mosca, al Museo Municipale di Gand, presso la Fondazione «BAWAG» a Vienna e nelle Collezioni Vaticane, nonché in gallerie e collezioni di Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Israele, Giappone, Canada, Messico, Norvegia, Russia, Svezia, Svizzera, Stati Uniti, Venezuela, Gran Bretagna, in Italia e in Ungheria.
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