Dimensioni: 130,5 x 80 cm
firmato e datato sul retro: «OPAŁKA 65»
Provenienza
collezione privata, Polonia
DESA Unicum, 2018
collezione privata, Varsavia
Bibliografia
cfr.:
Bożena Kowalska, Roman Opałka, Cracovia 1996, nn. 13, 14
Biografia
Ha trascorso la guerra in Germania; nel 1945 è tornato in Francia e un anno dopo è giunto in Polonia. Nel 1950 si laureò alla PWSSP di Łódź e negli anni 1950-56 studiò all’Accademia di Belle Arti di Varsavia. Dal 1965 operò in Francia. Rappresentante del concettualismo. Inizialmente realizzò acetate (tra cui la serie *Opisanie świata*); in seguito compose opere spaziali in tela, denominate «cuscini»; e dal 1965 iniziò a ricoprire le tele, da lui definite «dettagli», con file di cifre consecutive, a partire dall’uno (la prima era ricoperta dai numeri da 1 a 35.327), per rappresentare lo scorrere del tempo. Le tele erano accompagnate da una fotografia del volto dell’artista che mostrava i segni dell’invecchiamento e da una registrazione della sua voce. È vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio della Critica d’Arte intitolato a C.K. Norwid. Ha partecipato alla Biennale di San Paolo (1969 e 1977), alla Documenta di Kassel (1977) e alla Biennale di Venezia (1995).





