L'opera di Władysław Hasior ruota costantemente attorno alle associazioni con la semplice religiosità popolare, il turpismo barocco, le processioni rurali e tutti i rituali che assumono un carattere profumato. Nel caso dell'uomo uccello, Hasior opera con un contorno che ricorda le sagome dei santi sulle oleografie appese sotto un basso soffitto di legno. In un primo momento si potrebbe scambiare la miniatura dell'uccello per una croce tenuta in mano da martiri, pazzi divini, uomini e donne virtuosi; ma è questo il significato visivo della figura incappucciata? Ciò che viene in mente è l'inquietante yurodiviano, un folle allevatore di uccelli senza identità, assemblato con manufatti d'arte povera e fissato nel suo ritratto-bara, caratterizzato dall'unico attributo animale. Il barocco oscuro con una nota turpista è forse quel quinto elemento che l'artista ha spesso evocato nelle sue riflessioni teoriche: la capacità umana di fantasticare.
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