olio, tela, 61,5 × 51 cm
Firmato a p. d.: Menkes
"In molte tele di Menkes notiamo pennellate quasi impercettibili di vari colori intorno alle persone e agli oggetti raffigurati. Si tratta di abbellimenti luccicanti, 'a pizzo', che creano una cornice vorticosa a tutto tondo e conferiscono all'intera tela una vibrazione indefinibile. Forse è da qui che deriva la musicalità di cui parlano spesso i critici che scrivono di Menkes? André Salmon ha sottolineato in particolare la musicalità dei ritmi del colore e del chiaroscuro in Menkes. Si tratta, ovviamente, di un riferimento metaforico spesso utilizzato dei valori plastici della pittura a un'altra branca dell'arte, la musica. Comunque sia, gli strumenti musicali compaiono molto spesso nelle composizioni di Menkes. Sono "modelli" naturali, oggetti di scena per la composizione, ma la predilezione per essi non è una questione di puro caso. Lui stesso aveva preso dalla madre, era musicale, suonava un po' e si dice che se non fosse diventato pittore, si sarebbe dedicato alla musica. Aveva un'intera collezione di vecchi strumenti nel suo studio in soffitta".
Władysława Jaworska, "Zygmunt Menkes. Pittore dell'École de Paris", in: "Biuletyn Historii Sztuki" 1996, n. 1-2, S. 20
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