Dimensioni: 61,5 x 46,5 cm
firmato, datato e descritto in basso a destra: «Andrzej Mierzejewski | Varsavia 1980»
scritto sul retro: «25.»
Condizioni di conservazione
l’opera è incorniciata
Biografia
Andrzej Mierzejewski (1915–1982) era un pittore che creava al di fuori di gruppi e correnti, seguendo con coerenza il proprio percorso artistico. Nato a Zakopane, figlio del formista Jacek Mierzejewski e fratello maggiore di Jerzy Mierzejewski, studiò dal 1935 al 1939 all’Accademia di Belle Arti di Varsavia sotto la guida di Mieczysław Kotarbiński; conseguì la laurea dopo la guerra, nel 1947. Espose raramente e la sua più importante mostra personale fu quella tenutasi alla Galleria Zachęta nel 1980. La sua opera è stata ricordata postuma in occasione della mostra dedicata a tre generazioni dei Mierzejewski presso il Museo Nazionale di Varsavia (2004).
La pittura di Mierzejewski, basata su una solida tecnica del disegno, si concentra su tematiche esistenziali, che traggono origine dalle esperienze personali della guerra e dai traumi della vita. L’artista traeva ispirazione dall’espressionismo, dal cubismo di Picasso, dall’esistenzialismo e dall’estetica cruda dell’art brut, ma le subordinava sempre alla metafora individuale e alla riflessione sulla condizione umana. Realizzava principalmente dipinti figurativi, spesso privi di titolo, in cui la deformazione della forma serviva a intensificare il messaggio emotivo.
Un motivo fondamentale della sua opera erano gli autoritratti, che cambiavano stilisticamente – passando da immagini realistiche a ritratti esistenziali profondamente deformati. Nei suoi dipinti coesistono tensioni contrastanti: l’ossessione per la morte e l’affermazione della vita, la paura e l’erotismo, l’alienazione e il bisogno di vicinanza, l’oscurità e il sogno. Questa ambivalenza interiore fa sì che l’arte di Andrzej Mierzejewski conservi un potere di impatto senza tempo e continui a parlare, sempre in modo nuovo, alla sensibilità dello spettatore contemporaneo.





