ILUSTROWANY KURJER POLSKI, annata 1943. Manca solo il numero 17 per completare l’annata. Formato: circa 40x28 cm, vecchi timbri di proprietà su alcuni numeri, danni sporadici, sottolineature, piccole incollature, macchie, annotazioni nel testo, alcuni numeri con pagine sciolte, copie cucite meticolosamente con filo sottile, alcuni numeri in condizioni peggiori (in particolare il n. 2), condizioni della maggior parte dei numeri buone.
Annuario del 1943 quasi completo e non rilegato di un giornale di propaganda tedesco. In questo volumeè pubblicato il numero uscito dopo la scoperta da parte dei tedeschi delle tombe nella foresta di Katyn; la macchina propagandistica del Terzo Reich decise di sfruttare questo evento a fini propagandistici (vale la pena ricordare che anche i sovietici decisero di sfruttare la scoperta del crimine sovietico...i sovietici per rompere le relazioni diplomatiche con il governo polacco e denunciare il trattato Sikorski-Majski). Il numero del giornale diffamatorio dedica tre pagine al Crimine di Katyn, mentre il resto delle colonne è occupato, tra l’altro, da resoconti dalle scene del Teatro Stary di Cracovia (burlesque: «Perché menti, mia cara?»), pubblicità, un servizio fotografico dalla regione degli Hutsul, barzellette e vignette umoristiche...
La storia della stampa propagandistica tedesca inizia già nell’ottobre del 1939, quando furono completamente soppresse anche le ultime testate legali della stampa polacca prebellica.
Il 31 ottobre 1939, in occasione di una conferenza a Łódź dedicata quasi interamente alle questioni culturali, Hans Frank, alla presenza del ministro della propaganda del Terzo Reich Joseph Goebbels, espresse, tra l’altro, l’opinione che l’intero sistema informativo polacco dovesse essere annientato:
L’intera organizzazione di diffusione delle notizie deve essere distrutta. Ai polacchi non devono essere lasciati apparecchi radiofonici, né alcuna stampa che esprima determinate opinioni, ma solo giornali informativi [...]. Sarà necessario fornire ai polacchi determinate notizie tramite grandi megafoni [...]. Nelle città più grandi e nelle fiere saranno installati megafoni fissi che, a orari prestabiliti, trasmetteranno notizie sulla situazione e ordini destinati ai polacchi.
[...]
Il ramo più importante della propaganda era ovviamente la stampa; alla fine del 1939 nel Governatorato Generale venivano già pubblicati 8 quotidiani. Nel 1940 a Cracovia iniziò a essere pubblicato «Ilustrowany Kurier Polski» (dal 25 febbraio), dapprima come bisettimanale (dal 25 febbraio al 6 ottobre 1940), e successivamente come settimanale (fino al 31 dicembre 1944). La testata era curata da redattori tedeschi (Hans Apfel — fino alla fine del 1942; Mirau — fino al 1944), con i quali collaborava il redattore polacco Piotr Paliwoda-Matiołański; in totale furono pubblicati 237 numeri. (da Prasa polska 1939-1945. Varsavia 1980)
Un’eccellente e concisa analisi della stampa tedesca di occupazione è stata presentata dall’organo del PPS (WRN) — «Kronika Okupacji»: I giornali di propaganda sono un’arma importante nelle mani del nemico che combatte ferocemente contro l’identità polacca. La pericolosità di quest’arma è accresciuta dal fatto che essa utilizza la lingua polacca, il che contribuisce a offuscare più facilmente nella mente del lettore la consapevolezza dei principi fondamentali e delle fonti della testata. Ogni parola pubblicata in un giornale diffamatorio viene accuratamente controbilanciata dalla propaganda tedesca, poiché diventa così uno strumento della sua azione mirata e ben ponderata. Bisogna quindi ricordare che i giornali diffamatori sono al servizio del nemico e sono diretti contro l’identità polacca. I tedeschi ricorrono a ogni mezzo per seminare discordia nella società, frantumarne l’unità e, in tal modo, indebolirne la capacità di resistenza e la fiducia nelle proprie forze.



