Dimensioni: 64,5 x 64,5 cm
Firmato: firma sul retro: 1985 / H. Stażewski e timbro illeggibile
Provenienza
Collezione della famiglia Ahrenberg
Theodor "Teto" Ahrenberg (1912-1989) è stato un imprenditore e visionario svedese, ma soprattutto uno dei più importanti collezionisti d'arte del XX secolo. La sua passione, nata nell'entusiasmo postbellico degli anni Quaranta, si è evoluta nel tempo in un'impresa monumentale, dando vita a uno dei più importanti e audaci panorami privati di arte contemporanea in Europa. Nel corso di quattro decenni, Ahrenberg ha accumulato più di seimila opere che documentano non solo i rapidi cambiamenti dell'estetica, ma anche il tessuto vibrante e intimo delle sue relazioni artistiche.
La collezione di Ahrenberg rappresentava un raro connubio tra i maestri già affermati e i rappresentanti più radicali dell'età moderna emergente. Il suo patrimonio comprendeva opere di pilastri del modernismo come Henri Matisse, Pablo Picasso, Georges Braque, Le Corbusier e Marc Chagall. Ma ciò che definisce la natura unica del suo mecenatismo è la sua sconfinata apertura agli artisti indisciplinati e alla ricerca di nuove forme di espressione. Ahrenberg divenne protettore e amico di pionieri come Lucio Fontana, Jean Tinguely, Niki de Saint Phalle, Arman e Robert Rauschenberg. Significativamente, la sua cerchia di interessi comprendeva anche artisti polacchi - Tadeusz Kantor, Marian Bogusz, Aleksander Kobzdej, Pinchas Burstein (Maryan), Henryk Stażewski e Jan Lebenstein. Questa selezione testimonia il suo incredibile intuito collezionistico e la sua rara capacità di individuare fenomeni eccezionali al di fuori del mainstream occidentale.
L'anno 1962 divenne una cesura dolorosa nella biografia di Ahrenberg. A seguito di una controversa disputa fiscale con lo Stato svedese, gran parte della sua prima collezione - che comprendeva opere prebelliche di valore inestimabile - fu confiscata e dispersa all'asta. Questa esperienza traumatica spinse il collezionista a trasferirsi con la famiglia nel pittoresco villaggio di Chexbres, sul lago di Ginevra. È lì, nella tenuta dell'Atelier Le Rocher, che nasce un nuovo capitolo della sua attività: la casa diventa uno studio e lo studio una casa. Ahrenberg invitava gli artisti per lunghe residenze, concedendo loro totale libertà creativa e finanziando i loro progetti più audaci. La seconda collezione di Ahrenberg divenne così un registro intimo degli incontri e delle vite condivise con le più grandi personalità dell'epoca, tracciando le tendenze più fresche e attuali dell'arte. Oggi il suo nome rimane un simbolo di mecenatismo basato su una fiducia illimitata, a testimonianza della convinzione che il ruolo del collezionista va ben oltre il semplice possesso di oggetti: è quello di contribuire attivamente e con passione alla storia dell'arte.





