Chance in Game, 1990
acrilico e matita / pannello
dimensioni dell'opera: circa 25 × 25 cm
dimensioni con cornice: ca. 36,5 × 36,5 cm
firmata e datata in basso a destra: winiarski ’90
titolata in basso a sinistra: Chance in game
sul retro nuovamente descritta, firmata e datata: Chance in game / winiarski ’90
probabilmente cornice originale dell’autore
Provenienza:
collezione privata, Svizzera — opera ricevuta direttamente dall’artista;
collezione privata, Svizzera — acquistata dalla precedente;
Ketterer Kunst, Monaco di Baviera, 19.07.2020, lotto 120002233;
Collezione Hans Braun, Baden-Württemberg — acquistata dalla precedente.
L’opera rientra nell’ambito di ricerca caratteristico di Ryszard Winiarski, basato sul rapporto tra caso, regola matematica e ordine visivo. La composizione è costituita da una disposizione di campi neri e bianchi, che richiamano alla mente un tabellone da gioco, una registrazione statistica o un diagramma visivo di eventi. Winiarski si allontanava costantemente dalla concezione tradizionale dell’immagine a favore di «aree» e sistemi in cui il risultato della composizione era subordinato alla procedura, al calcolo delle probabilità e alla regola del caso.
Merita particolare attenzione il titolo *Chance in game*, che si riferisce direttamente a uno dei concetti centrali nell’opera dell’artista: il gioco come modello di casualità e, al tempo stesso, di ordine.
Ryszard Winiarski è stato uno dei più importanti esponenti dell’arte concettuale e geometrica polacca della seconda metà del XX secolo. Ha studiato meccanica di precisione al Politecnico di Varsavia e successivamente pittura all’Accademia di Belle Arti di Varsavia. Nella sua opera hanno avuto un’importanza fondamentale la matematica, la statistica, la teoria del caso e la visualizzazione dei processi casuali. OneBid sottolinea che l’artista creava «spazi» unici basati sul costruttivismo e sulla teoria del caso, e che le sue opere utilizzavano sistemi matematici per la generazione di forme visive.
Winiarski ha sviluppato con coerenza un linguaggio fatto di campi in bianco e nero, griglie e composizioni, che considerava come una trascrizione di eventi, probabilità e regole del gioco. Nel 1995 ha ricevuto il Premio Jan Cybis. Le sue opere figurano nelle più importanti collezioni museali e private e, sul mercato delle aste, rappresentano uno degli esempi più riconoscibili dell’arte concettuale e costruttivista polacca.



