legno di latifoglia (pioppo?), rovere; policromia, argentature;
tavolino - alt. 74 cm; larg. 59 cm; prof. 88 cm;
2 poltrone - altezza 88 cm; larghezza 59 cm; profondità 50 cm;
Venezia, fine XIX secolo
Set composto da un tavolino e una coppia di poltrone con sedute, schienali e piano che ricordano le conchiglie, mentre i supporti si ispirano al mondo delle creature marine, quali cavallucci marini, delfini o conchiglie, scolpiti, dipinti e argentati.
Questi mobili furono probabilmente realizzati alla fine del XIX secolo nella famosa fabbrica veneziana «Fabrique Meubleus Pauly & Cie de Venise», attiva negli anni 1880-1930 e che, oltre ai mobili in stile grotto, realizzava anche mobili in stile rinascimentale.
La fabbrica, o meglio la manifattura, era nota per i mobili di alta qualità ispirati agli stili antichi, riccamente decorati con intagli e dipinti, ma anche impreziositi da pietre semipreziose, madreperla e osso.
Mobili in legno in stile grotto simili a quelli qui presentati venivano realizzati fin dal periodo rococò, e uno dei loro progettisti dell’epoca era l’illustre designer e architetto inglese Thomas Chippendale. I mobili in stile grotto venivano realizzati anche in arenaria, faience e, in seguito, in cemento. I mobili in questo stile tornarono di moda negli anni ’80 del XIX secolo, sull’onda del ritorno ai modelli storici e soprattutto grazie ai prodotti della manifattura veneziana. Presentavano forme diverse, che andavano da varie forme di conchiglie a granchi e cavallucci marini. Alcuni modelli venivano dipinti, altri lasciati nel colore naturale del legno. Venivano utilizzati nelle grotte artificiali nei giardini, nelle serre, ma anche negli interni delle case, come oggetti di grande valore decorativo.
I mobili da grotta attualmente in vendita e qui presentati appartengono alla linea di prodotti di lusso della manifattura veneziana, risalenti alla fase iniziale della sua attività; si caratterizzano per decorazioni intagliate e dipinte di buona fattura, con elementi raffiguranti creature marine ben realizzati.
I mobili sono in condizioni di conservazione abbastanza buone, con strutture stabili e pitture ben conservate, da ritoccare.
Sulla parte inferiore della decorazione che unisce le gambe del tavolino è presente un’iscrizione stilizzata, dipinta di bianco: A. 1746 V. Burrano.
La lavorazione delle superfici e la struttura di questi mobili indicano una realizzazione alla fine del XIX secolo. È possibile che la scritta si riferisca a un modello prodotto dalla fabbrica e datato 1746 [A. - Anno].
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