Dimensioni: 10 x 22 cm
firmato e datato sulla pietra in basso a sinistra: «Picasso le 12.6.64.»
Opera grafica pubblicata dall’Atelier Moutlot di Parigi. L’opera proviene dalla pubblicazione “Pour Daniel-Henry Kahnweiler. Ouvrage établi sous la direction de Werner Spies”, Hatje, Stoccarda 1965. Una delle due opere realizzate da Picasso appositamente in occasione dell’ottantesimo compleanno del suo amico Daniel-Henry Kahnweiler, che in qualità di mercante d’arte fu uno dei maggiori promotori del cubismo, rappresentando gli interessi, tra gli altri, di Pablo Picasso e Georges Braque.
Biografia
Pittore, scultore, grafico e ceramista spagnolo, considerato uno degli artisti più eccezionali del XX secolo. Insieme a Georges Braque è il fondatore della corrente pittorica denominata cubismo. Fin dalla più tenera età Pablo ha dimostrato il proprio talento pittorico e plastico. Si formò inizialmente in Spagna, poi a Parigi (1901-1922), dove il contatto con i postimpressionisti (tra cui Henri de Toulouse-Lautrec, che ebbe una grande influenza sulla sua produzione precedente al 1901). Le opere di Picasso degli anni 1901-1904 vengono definite come il periodo blu. Si trattava di opere caratterizzate da una tonalità malinconica, che raffiguravano tematiche e figure di persone povere (La vita, Il vecchio chitarrista, Le due sorelle, La stiratrice). Il suo studio si trovava in via La Boétie. Dal 1904 visse al Bateau-Lavoir, al numero 13 di via Ravignan. Dopo questo periodo, l’opera di Picasso entrò nel periodo rosa, caratterizzato, tra l’altro, da scene di vita circense (La ragazza sulla palla, I giocolieri, La toeletta, La famiglia dell’arlecchino). Dal 1907 Picasso, sotto l’influenza di Paul Cézanne e dell’arte iberica e africana, iniziò esperimenti creativi di geometrizzazione e semplificazione della forma, che diedero origine al cubismo (Le ragazze di Avignone, Ritratto di Gertrude Stein). In seguito, dopo la collaborazione con Georges Braque, si cristallizzarono i principi del cubismo analitico, ermetico e sintetico. La prima rappresentazione dell’opera teatrale *La Parata*, su libretto di Jean Cocteau, con musiche di Erik Satie e scenografia di Picasso, fu considerata il manifesto del cubismo. Fu messa in scena nel 1917 dai «Balletti Russi» di Sergej Diaghilev. Gli anni successivi furono caratterizzati da una continua ricerca creativa. Quando scoppiò la guerra civile in Spagna, si schierò dalla parte dei repubblicani, e nel 1937, su commissione del governo repubblicano spagnolo per 200.000 pesetas, dipinse la famosa *Guernica*, quadro esposto nel Padiglione della Spagna all’Esposizione Universale di Parigi. Trascorse il periodo della Seconda guerra mondiale a Parigi; nel 1944 aderì al Partito Comunista Francese e, dopo la guerra, si impegnò a fianco dei movimenti di sinistra e pacifisti. Nel 1946 si trasferì in Costa Azzurra. Nel 1948 si stabilì a Vallauris. Nel 1948 Picasso si recò in Polonia, partecipò al Congresso mondiale degli intellettuali in difesa della pace a Breslavia e visitò anche Varsavia, dove donò al Museo Nazionale la sua collezione di ceramiche, disegni e stampe a colori. Firmò l’appello di Stoccolma nel 1950. Nel 1950 ricevette il Premio Internazionale Lenin per la Pace (all’epoca denominato Premio Stalin)[3]. Negli anni ’40 dipinse quadri contro la guerra (Il massacro in Corea, La guerra, La pace). Il periodo creativo postbellico di Picasso è molto ricco, variegato e sfuggente a qualsiasi classificazione.





