Scultura in terracotta.
La serie «Danze polacche» di Kurzawa è stata realizzata a cavallo tra gli anni '70 e '80 del XIX secolo.
Altezza: 51 cm
Antoni Kurzawa (Turza 1842 - 1898 Cracovia) – scultore polacco. Proveniva da una povera famiglia contadina, era figlio di Franciszka Kurzawa (nel certificato di nascita è indicato il cognome Kurzawianka) e, come risulta dai documenti della Scuola di Belle Arti di Vienna, figlio di un pastore. Mieczysław Weryha Darowski gli permise di studiare alla Scuola di Belle Arti di Cracovia. Negli anni 1863–1869 studiò scultura nell’atelier di Henryk Kossowski e disegno sotto la guida di Władysław Łuszczkiewicz. Negli anni 1867–1868 studiò a Vienna. Successivamente soggiornò per un breve periodo a Leopoli, dove scolpì almeno quattro monumenti funebri destinati al cimitero di Łyczakowski. Nel 1874, iscritto nuovamente alla Scuola di Belle Arti di Cracovia, il 14 dicembre fu espulso per aver offeso il professore Kossowski. Negli anni 1876–1877 completò i suoi studi a Parigi. Le sue sculture erano ricche di espressività e dinamismo. Realizzava statue religiose dalle forme naturalistiche, come ad esempio il Cristo e Maddalena del 1864,La lotta di Sansone con il leone del 1865, Il bacio di Giuda del 1867, busti ritrattistici, composizioni figurative, mitologiche e simboliche come Wawel e la Vistola del 1878, Il Genio che spezza le catene del 1874, opere di genere: Oberek, Mazur, Polonez, Il seminatore del 1896. Autore del progetto non realizzato del monumento ad Adam Mickiewicz presentato al concorso di Cracovia. Opera di Kurzawa è il gruppo scultoreo *Mickiewicz che risveglia il genio della poesia*, il cui prototipo fu realizzato nel 1889. L’opera fu inviata nello stesso anno al concorso annuale della Società per la Promozione delle Belle Arti di Varsavia. Sicuro della vittoria, cadde in preda alla disperazione dopo l’annuncio del verdetto della giuria, che gli assegnò il terzo posto. Il primo premio non fu assegnato. Nel gennaio 1890 compì un gesto disperato: irruppe nella mostra e frantumò la propria scultura. Col passare del tempo, Antoni Kurzawa divenne il simbolo delle tragiche vicende degli artisti sottovalutati. Debole fisicamente, devastato dalle malattie, alla fine della sua vita, grazie all’impegno di alcuni amici artisti, il 12 giugno 1897 fu ricoverato in un ospizio per i poveri – l’Istituto Helcl di Cracovia, dove morì sei mesi dopo. Fu sepolto nel cimitero di Rakowice (sezione N, fila orientale). Sulla sua tomba, grazie all’impegno di Leon Wyczółkowski, fu collocata la scultura di Kurzawa intitolata «Il genio che spezza le catene», scolpita in arenaria. Il dramma della vita di Kurzawa ha ispirato molti temi della letteratura della «Giovane Polonia», come il racconto di Henryk Sienkiewicz *Lux in tenebris lucet*. All’ombra delle opere di Kurzawa crearono Stanisław Wyspiański e Maria Konopnicka. I fratelli Łopieńscy – un’azienda a conduzione familiare con sede a Varsavia dal 1862, specializzata nella produzione di oggetti in bronzo, argento e metalli preziosi. I prodotti dell’azienda «Fratelli Łopieńscy» nel periodo tra le due guerre erano considerati tra i migliori sul mercato polacco, come confermano i premi ottenuti alle esposizioni nazionali e internazionali, tra cui nel 1894 a Leopoli, nel 1929 a Poznań e nel 1925 all’Esposizione Universale di Parigi. Una parte importante dell’attività dell’azienda era costituita dalla fusione di sculture, medaglie e monumenti. Il pittore Jan Strzałecki era il progettista di molti prodotti dell’azienda; vi fondevano le proprie opere anche, tra gli altri, Xawery Dunikowski, Cyprian Godebski, Henryk Glicenstein, Stanisław Jackowski, Antoni Kurzawa, Konstanty Laszczka, Antoni Madeyski, Czesław Makowski, Ludwika Nitschowa, Andrzej Pruszyński, Jan Raszka, Pius Weloński ed Edward Wittig. Dopo la seconda guerra mondiale, nello stabilimento dei fratelli Łopieńscy furono ricostruiti, tra l’altro, i monumenti di Varsavia che erano andati distrutti.



