Adam Hoffmann (1918-2001)
Le tre Grazie, anni '50
matita su carta, 27,5 x 20,5 cm
firmato in basso a destra: AH, sul retro timbro:
OPERA DI ADAM HOFFMANN | confermo | J. Ewa Kierska-Hoffmann
Iniziò gli studi nel 1938 all’Università Jagellonica e presso la scuola privata di disegno e pittura di Alfred Terlecki. Durante l’occupazione studiò alla Kunstgewerbeschule e, negli anni 1945-48, all’Accademia di Belle Arti di Cracovia (negli studi di pittura di Władysław Jarocki ed Eugeniusz Eibisch e di grafica di Konrad Srzednicki). Insegnante presso gli istituti d’arte di Katowice e Cracovia, e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Cracovia, nella sede distaccata di Katowice e a Cracovia presso la Facoltà di Grafica. Disegnatore e pittore, si dedicò anche alla realizzazione di manifesti. Adam Hoffmann era coetaneo degli artisti del Gruppo di Cracovia, era amico di Jerzy Nowosielski e Jerzy Skarżyński, ma come artista rimase in opposizione alla corrente d’avanguardia pittorica. Creò un mondo tutto suo, individuale. Il tema principale dell’arte di Adam Hoffmann è il rapporto tra donna e uomo, che rappresentava in modo grottesco, caricaturale e sarcastico. Richiamava motivi biblici (Salomè), mitologici (Il ratto di Europa) e shakespeariani, ma in realtà creò una propria iconografia. Chi osserva i disegni dell’artista, in un primo momento, vede un mondo che gli sembra semplicemente brutto, ma in seguito, per molti, diventerà affascinante: scopriranno la saggezza dell’autore e che il mondo visto attraverso i suoi occhi è incredibilmente divertente.
Adam Hoffmann partecipò alla mostra dedicata alle giovani arti figurative all’«Arsenale» di Varsavia nel 1955. Tra le mostre personali si possono citare quelle tenutesi a Varsavia – di disegno e pittura alla Kordegarda (1966) e di disegno alla Zachęta (1972) – nonché quella di disegno a Cracovia al Palazzo delle Arti (1973). Nel 2003 il Museo Nazionale di Cracovia ha organizzato una grande mostra retrospettiva delle opere dell’artista intitolata «Adam Hoffmann. Il disegnatore».





