Stanisław Grabowski (1901-1957)
Nello studio di La Ruche, anni '30.
carboncino su carta, 23,3 x 30,5 cm
firmato in basso a sinistra: S. Grabowski
Ha seguito le prime lezioni di disegno a Libava presso l’insegnante locale Szklerys, dipingendo paesaggi dei dintorni della sua città natale e copiando i quadri di Józef Pankiewicz. Nel 1914 partì per Rybińsk sul Volga. Lì studiò nell’atelier privato di Szczygłow. Nel 1919 soggiornò a Pietrogrado, dove entrò per la prima volta in contatto con la pittura europea all’Ermitage. Nello stesso anno si trasferì a Varsavia. Qui studiò alla Scuola di Belle Arti sotto la guida di K. Tichy, Wł. Skoczylas e W. Jastrzębowski. Nel 1923, nell’atelier del prof. Kotarbiński, conobbe la diciannovenne Nadieżda Wanda Chodasiewicz, che sposò un anno dopo. Nel 1926 entrambi partirono per Parigi, proseguendo gli studi negli atelier di F. Léger e A. Ozenfant all’Académie Moderne. Dopo il divorzio da Wanda, che aveva assunto il cognome del proprio professore diventando Nadia Léger, Grabowski si trasferì per tre anni in Spagna. Al ritorno si stabilì a Parigi.
Durante la guerra visse nel sud della Francia, soprattutto a Nizza e nei dintorni di Grasse. Dopo la guerra tornò a Parigi e si stabilì al numero 2 di passage Dantzing, nel famoso «Ule» (la Ruche). All’inizio degli anni Cinquanta, avendo lui stesso sperimentato la vita da vagabondo, Grabowski ospitò nel suo modesto studio-appartamento Mieczysław Janikowski, più giovane di lui di una dozzina d’anni. In quel periodo Grabowski partecipava attivamente alla vita artistica di Parigi, esponeva ai Saloni e nelle gallerie private. Tenne mostre a Londra e a New York, inviando regolarmente le sue opere anche alle esposizioni di Varsavia, Poznań e Kielce. La produzione artistica di Grabowski si sviluppò e si consolidò in costante contatto con la pittura francese contemporanea. L’artista subiva molteplici influenze, ma riusciva comunque a imprimere alle sue opere il timbro del proprio stile, a crearsi un mondo tutto suo, situato da qualche parte al confine tra realtà e visione poetica. La forma definitiva delle sue opere e la loro cromatica dipendevano in larga misura dall’umore e dallo stato d’animo dell’artista, che si metteva al lavoro sempre emotivamente stimolato, mai con indifferenza. La maggior parte delle opere di Stanisław Grabowski si trova al Museo Nazionale di Varsavia e al Museo d’Arte di Łódź, la cui collezione prebellica di avanguardia europea è stata costituita in gran parte grazie all’aiuto e ai contatti dei coniugi Grabowski.





