Dopo il trasferimento a Parigi, la sua opera diventa più onirica, il che corrisponde alle principali correnti del movimento surrealista a cui è legato. In numerose interviste e scritti degli anni Trenta, Miró manifesta il suo desiderio di abbandonare i metodi convenzionali di pittura per, come dice lui, "ucciderli, assassinarli o violentarli", promuovendo così una forma di espressione contemporanea. Non vuole conformarsi a nessuna esigenza, né dell'estetica e dei suoi metodi, né del surrealismo.
In suo onore, nel 1975 è stata fondata a Barcellona la Fondazione Joan-Miró. Si tratta di un centro culturale e artistico dedicato alla presentazione delle nuove tendenze dell'arte contemporanea. Inizialmente è alimentata da un cospicuo fondo offerto da un insegnante. Altre sedi ospitano importanti collezioni di opere di Miró, come la Fondazione Pilar e Joan Miró di Palma di Maiorca, il Musée National d'art moderne de Paris, il Musée d'art moderne de Lille e il Museum of Modern art di New York.



