Altezza x larghezza: 85 x 63 cm
Tempera su tavola
una rara icona post-bizantina attribuibile alla produzione della scuola cretese-veneziana o delle Isole Ionie. L’opera si distingue per l’eccezionale iscrizione bilingue in caratteri latini e greci posta ai lati dei volti: “La Beata V. De SCOPO” e le tradizionali iniziali greche MP ΘV (Madre di Dio).
Rappresenta la celebre e specifica iconografia della Vergine Skopiotissa, originaria del Monastero di Panagia Skopiotissa sul Monte Skopos, sull’isola di Zante, un culto profondamente condiviso tra la tradizione greco-ortodossa e il dominio veneziano nel Mediterraneo orientale.
Dal punto di vista compositivo, l’icona reinterpreta il modello classico dell’Odigitria (“Colei che indica la via”): la Vergine è raffigurata a mezzo busto su uno splendido sfondo rosso vivo, mentre tiene il Bambino Gesù, rivolto verso lo spettatore, sul braccio sinistro, vestito con una tunica impreziosita da riflessi dorati. La mano destra di Maria è sollevata al petto in un elegante gesto di preghiera e intercessione. Le aureole della Vergine e del Bambino presentano un elaborato motivo geometrico e floreale punzonato su foglia d’oro, tipico della raffinata maestria dell’arte cretese del XVII secolo. Un elemento di grande rilevanza scenografica e culturale è la presenza di due pesanti drappeggi verdi raccolti ai lati, dipinti come se si aprissero per rivelare la sacra epifania mariana. Questo espediente teatrale e prospettico rappresenta un esplicito prestito stilistico dall’arte rinascimentale e barocca veneziana, sapientemente fuso con la solennità ieratica e i tratti lineari dei volti (liki) derivati dalla tradizione bizantina.
Valutazione dello stato dell’opera: **** buono.
Il lotto si presenta in buono stato di conservazione, con la normale usura e i difetti commisurati alla sua età e all’uso nel corso del tempo.
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