Jan Lebenstein (1930-1999)
Composizione, 1966
Litografia a due colori su carta, incorniciata in nero, dietro vetro
Dimensioni: 36,5 × 24,5 cm (stampa), 50 × 37,3 cm (cornice)
Firmato e datato a matita a p.d.: Lebenstein 66, iscritto a l.d.: 21/80
Numero aggiuntivo in rilievo: 8
Certificato di autenticità
La sensuale ed espressiva litografia di Jan Lebenstein della metà degli anni Sessanta raffigura una figura umana gobba su uno sfondo crudo ed esistenziale. L'artista utilizza il suo tratto caratteristico, in cui è evidente la tensione tra corporeità e metafisica, deformazione e narrazione simbolica. Il delicato colore beige contrasta con la linea fortemente definita del nero, accentuando l'impressione di presenza corporea e tensione psicologica. La stampa appartiene a un'edizione limitata di 80 esemplari - l'esemplare offerto è il numero 21.
Jan Lebenstein (nato il 5 gennaio 1930 a Brześć, morto il 28 maggio 1999 a Cracovia) è uno dei più importanti artisti polacchi del XX secolo. Studia pittura all'Accademia di Belle Arti di Varsavia e nel 1959 vince il Grand Prix alla Biennale dei Giovani di Parigi, che gli apre la strada a una carriera internazionale. Le opere di Lebenstein combinano il figurativismo espressivo con la metafora e il simbolismo. È noto soprattutto per la serie delle "Figure assiali" e per le sue successive composizioni di natura narrativa, ricche di erotismo, grottesco e riferimenti alla letteratura (tra cui "Apocalisse" e "Racconto delle mille e una notte"). Le sue opere sono presenti nelle collezioni del Centre Pompidou di Parigi, del MoMA di New York e del Museo Nazionale di Varsavia, tra gli altri.



