42,5 x 59,5 cm - puntasecca con colorazione meccanica, carta
42,5 x 59,5 cm - stampa su lastra
iscrizione in basso a l.: EA, firma in alto a p. d.: Dalì
Veduta dalla Senna dell'edificio dell'Académie des Beaux-Arts di Parigi. Grafica secondo un disegno precedente, realizzato in occasione dell'elezione dell'artista a membro dell'Accademia nel 1979.
Opera descritta e riprodotta nel catalogo:
Salvador Dalì. Catalogue Raisonné of Etchings and Mixed-Media Prints 1924-1980. a cura di Ralf Michler e Lutz W. Löpsinger, Prestel, Monaco di Baviera - New York 1995, p. 200, cat. 514 (f), ill.
La datazione del 1971 dell'opera in questo catalogo si riferisce a un disegno, non a una stampa. La descrizione dell'oggetto indica che il numero di stampe contrassegnate con EA (épreuve d'artiste) non è specificato (Id. in Appendice, p. 261).
Salvador Dalì (Figueres 11 V 1904 - Figueres 23 I 1989) iniziò gli studi all'Accademia di San Fernando a Madrid nel 1921, che frequentò a intermittenza fino al 1926, quando fu espulso (non per la prima volta) per le sue idee anarchiche e il suo comportamento eccentrico. Tra gli amici del periodo studentesco figurano Federico Garcia Lorca, Luis Bunuel e Rafael Alberti. Appassionato di nuove direzioni artistiche, Dalì espone dal 1925 e scrive molto per le riviste d'arte. Nel 1926 si reca per la prima volta a Parigi, dove incontra Picasso; vi si reca nuovamente nel 1928 e questa volta conosce Tristan Tzara e il gruppo surrealista incentrato su André Breton. Nel 1929 gira insieme a Bunuel il film Il cane andaluso. In estate incontra e si lega a Gala Eluard, da quel momento in poi musa ispiratrice per tutta la vita. Nel corso degli anni Trenta, l'artista elabora e mette in pratica il suo metodo cosiddetto paranoico-critico e in questo periodo nascono le sue opere più conosciute, come La persistenza della memoria (1931). Questo piccolo dipinto, esposto quell'anno a New York alla mostra surrealista, divenne un simbolo del movimento e aprì la strada alla carriera americana dell'artista. Dalì e Gala soggiornarono negli Stati Uniti in diverse occasioni, la più lunga tra il 1939 e il 1948, dopo essere fuggiti dalla Spagna devastata dalla guerra civile e, a sua volta, da Parigi, minacciata dall'occupazione tedesca. Il ritorno in Spagna fu seguito da un "periodo mistico" nell'opera di Dalì, che comprendeva grandi composizioni basate su canoni iconografici religiosi ("Madonna di Port Lligat", "L'ultima cena"). Nel 1964 pubblica "Diario di un genio". Gli ultimi anni dell'artista furono segnati da viaggi e stravaganze. Dopo la morte di Gala nel 1982, Dalì rimase in isolamento volontario fino alla fine.
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