Victor Konsens "VIKO" (1915-1998), Natura morta con mais
Litografia a colori (EA), 42 x 55 cm (carta).
Firmata a matita "VIKO" nell'angolo in basso a destra. Indicazione EA e numerazione (XIII / XXV) nell'angolo in basso a sinistra.
Opera proveniente da una collezione privata, acquistata durante la svendita dell’atelier dell’artista dopo la sua morte.
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Viko (all'anagrafe Viktor Konsens) nacque a Parigi il 5 settembre 1915 da una famiglia ebrea emigrata dalla Polonia. Da bambino trascorreva spesso del tempo nella bottega del padre, falegname, che lavorava nei quartieri parigini di Belleville e poi di Ménilmontant, all’epoca dediti all’artigianato. Studiò all’École des Beaux-Arts di Parigi, ma la Seconda guerra mondiale lo costrinse a nascondersi per mettersi al sicuro.
Nei suoi dipinti utilizzava una tavolozza sobria e limitata. Si ispirava – soprattutto nelle prime opere parigine – alla pittura di Bernard Buffet. Dipingeva spesso paesaggi urbani, ma anche scene di vita quotidiana della gente comune; nei suoi dipinti e disegni ritroviamo venditori di pesce, edicolanti, fiorai, ma anche figure più «esotiche», come ad esempio gli zingari di Saintes-Maries-de-la-Mer in Camargue, musicisti, clown... Le esperienze della persecuzione e dello Olocausto lo hanno ispirato a realizzare numerose opere di impegno, in cui condanna il totalitarismo. Realizzava anche ritratti, molto apprezzati dai collezionisti. Tra i soggetti da lui ritratti figuravano molte personalità di spicco della politica e dell’arte, tra cui i coniugi Pompidou.



