La conquista dell'impero azteco -
Solís y Ribadeneyra, Antonio de. Histoire de la Conqueste du Mexique ou de la Nouvelle Espagne par Fernand Cortez. Vol. 1 [di 2]. Parigi 1704. Chez Henry Charpentier, 8º, p. [18], p. 412, p. [10], 2 mappe (incisioni su rame), 9 tavole illustrate (incisioni su rame, tra cui una pieghevole), rilegatura d’epoca, pelle con scudetto, goffrata e dorata, bordi dei fogli colorati, carta marmorizzata sui risguardi.
Storia della conquista del Messico da parte degli spagnoli scritta da Antonio de Solís y Ribadeneyra (1610-1686), drammaturgo, poeta e storico spagnolo, considerato uno degli ultimi grandi esponenti della letteratura barocca spagnola. L’opera è dedicata a un periodo di tre anni (1518-1521) — dall’affidamento a Hernán Cortés del comando della spedizione fino all’effettiva conquista dell’impero azteco, il più grande e potente organismo statale della Mesoamerica. In essa viene descritto lo svolgimento della spedizione, partita nel febbraio del 1519, che fece tappa a Trinidad e a Cuba, per poi sbarcare infine sulla costa della penisola dello Yucatán, dove i conquistadores fondarono Veracruz. Successivamente, nel corso di una dozzina di mesi, grazie anche alla disgregazione delle alleanze tra i singoli piccoli stati e tribù e al vaiolo (introdotto dagli europei), essi assunsero il controllo di una serie di città azteche, per poi conquistare e distruggere definitivamente la capitale Tenochtitlan e fondare al suo posto la città di Città del Messico. Il volume 1 qui presentato si conclude con l’incontro tra Cortés e Moctezuma Xocoyotzin (Montezuma) nel novembre del 1519. Il testo contiene inoltre numerose informazioni sulla cultura e le usanze dei popoli incontrati, nonché sulla geografia e la natura dello Yucatán. Nelle tavole sono raffigurate, tra l’altro, la famosa scena dell’affondamento delle proprie navi da parte di Cortés, che intendeva impedire una rivolta; una panoramica dettagliata di Tenochtitlan; le piramidi degli Aztechi. Proveniente dalla biblioteca della famiglia aristocratica italiana dei Bagliani (ex libris, dedica di proprietà). Annotazioni a matita. Firma del proprietario. Lievi scolorimenti e macchie, segni di usura sulla rilegatura; per il resto, buono stato.



