70 x 50 cm - inchiostro, guazzo, acquerello, carta
firmato con pastello chiaro in basso a sinistra: Lenica
firmato a matita sul retro: Lenica | 1953-57 | Widma 10
Dipinto esposto, citato e riprodotto, tra l’altro, in: Opera esposta:
– Alfred Lenica, Museum Umeni, Olomouc, luglio 2014;
– Alfred Lenica. Macchie nel cielo e sulla terra, Galleria Piekary, Poznań, maggio – luglio 2022.
Opera citata e riprodotta:
– Alfred Lenica. Macchie nel cielo e sulla terra / Alfred Lenica. Spots on Heaven and Earth, Fondazione 9/11 ArtSpace, Poznań 2022, p. 225 (fig. n. 33), pagg. 40-41 (inserto in bianco e nero).
– Nel catalogo dell’opera dell’artista: Alfred Lenica. Pittura, CBWA Zachęta, Varsavia 1974, s. nlb., sezione «Teche a tempera degli anni Sessanta», n. 94. Spettri (65 [pezzi]).
♣ Droit de suite: ♣ Al prezzo di acquisto verrà aggiunto un supplemento derivante dal diritto dell’autore e dei suoi eredi a ricevere un compenso ai sensi della legge del 4 febbraio 1994 sul diritto d’autore e sui diritti connessi (droit de suite).
Alfred Lenica (Pabianice 1899 - Varsavia 1977) studiò privatamente disegno e pittura negli atelier di Artur Hannytkiewicz e Piotr Kubowicz a Poznań (1925-1928). Negli anni ’30 dipingeva quadri figurativi, stilisticamente legati al cubismo. Poco dopo subì l’influenza del surrealismo, che, tralasciando gli anni del realismo socialista, sarebbe diventato per lui il campo di ricerca pittorica più importante. Dalla metà degli anni ’40 mantenne contatti costanti con la cerchia della «Gruppo di Cracovia» ed era amico di Jerzy Kujawski. Dopo essersi trasferito a Poznań, nel 1947 divenne cofondatore del gruppo d’avanguardia «4F+R» (colore, forma, fantasia, texture + realismo). È autore del primo quadro polacco di stampo tassista (Colori in movimento, 1949, tempera). Nel periodo del realismo socialista si inserì nella corrente artistica ufficiale, lavorando al contempo come organizzatore della vita artistica, presidente della Sezione di Poznań dello ZPAP (1948-1950) e, contemporaneamente, direttore del Laboratorio di Arti Plastiche della stessa sede. Alla fine degli anni ’50 si trasferì a Varsavia e anche qui, fino al 1969, ricoprì incarichi dirigenziali all’interno dello ZPAP. Nella seconda metà degli anni ’50, dopo gli esperimenti degli anni ’40, tornò a dedicarsi all’Informel, dipingendo volentieri con la tecnica del dripping. Intorno al 1958 sviluppò uno stile personale e caratteristico, fatto di forme vorticose, colorate e talvolta elaborate in modo calligrafico, che riempivano dinamicamente la superficie dei quadri. Le realizzava con una tecnica simile alla decalcomania surrealista. Questo stile divenne il segno distintivo dell’artista fino alla fine della sua vita. Nei suoi dipinti non evitava forme che richiamavano quelle naturali (la sua pittura veniva definita «biologica»), e negli anni ’70 talvolta inseriva nelle composizioni motivi figurativi. Una mostra retrospettiva dedicata all’artista si tenne alla Galleria Zachęta di Varsavia nel 1974.