23,3 x 23,3 cm - inchiostro a penna, acquerello, carta grigio-verdastra 23,3 x 23,3 cm - dimensioni in leggero passe-partout
firmato a inchiostro l.d.: figura, p.d.: Lebenstein 1961
♣ al prezzo d'asta verrà aggiunto un compenso oltre ad altre spese derivanti dal diritto dell'artista e dei suoi eredi a ricevere un compenso ai sensi della Legge del 4 febbraio 1994 - sul diritto d'autore e sui diritti connessi (droit de suite)
Jan Lebenstein (Brest Litovsk 1930 - Cracovia 1999) ha studiato pittura all'Accademia di Belle Arti di Varsavia dal 1948 al 1954 sotto la guida dei professori Eugeniusz Eibisch e Artur Nacht-Samborski. Nel 1955 partecipa a una mostra all'Arsenale di Varsavia. Amico di Miron Białoszewski durante gli studi, espone la sua prima mostra individuale nel 1956 al Teatro di via Tarczynska. Nel 1959 vince il Grand Prix de la Ville de Paris alla Prima Biennale dei Giovani di Parigi e si trasferisce definitivamente a Parigi nello stesso anno. Dopo le serie di "figure disegnate" (su carta millimetrata) e di "figure ieratiche" del 1955-1958, dipinge una serie di "figure assiali" (1958-1962), che espone a Parigi e negli Stati Uniti. Contemporaneamente, nel 1960, inizia a disegnare i "carnets", una sorta di diario che in futuro fornirà i motivi utilizzati nei dipinti. Tra il 1964 e il 1965 dipinge il "Bestiario", una serie di creature arcaiche e materiche che ricordano gli scavi preistorici. Subito dopo, introduce nei suoi dipinti figure umane e fantastiche che recitano scene non mitologiche né oniriche, spesso intrise di erotismo. Nel 1970 progetta vetrate per il Centre du Dialogue di Parigi. Nel 1971 ottiene la cittadinanza francese e nel 1974 realizza delle gouaches ispirate alla Fattoria degli animali di George Orwell. Tra il 1976 e il 1989 lavora esclusivamente a guazzo e pastello, riprendendo temi mitologici e biblici: cicli di illustrazioni del Libro di Giobbe (1979) e dell'Apocalisse (1986) nelle nuove traduzioni di Czesław Miłosz. Nel 1989 torna alla pittura a olio (ciclo "Pergamon"). L'artista ha ricevuto, tra gli altri, il Premio della Fondazione Alfred Jurzykowski nel 1976, il Premio del Museo dell'Arcidiocesi di Varsavia nel 1985, il Premio Jan Cybis nel 1987.
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