39 x 27 cm - guazzo su carta
sigla in olivo a sinistra: Swierzy
sul retro, al centro: PSY 1, in basso a destra: 94 [in un cerchio]
Waldemar Świerzy (Katowice, 9 settembre 1931 – Varsavia, 27 novembre 2013) – nel 1952 si laureò presso la Facoltà di Grafica dell’Accademia di Belle Arti di Cracovia – sede distaccata di Katowice. Dal 1952 ha lavorato come disegnatore di manifesti, tra l’altro per la Centrale di Noleggio Film, per le Edizioni Artistiche e Grafiche e per numerosi teatri in tutto il Paese. Dal 1975 collabora con la casa editrice PIW, realizzando copertine e illustrazioni. Dal 1965 ha insegnato presso la Scuola Superiore Statale di Belle Arti (dal 1996 Accademia di Belle Arti) di Poznań, conseguendo progressivamente i vari gradi accademici fino a diventare professore (1987). Negli anni 1994-2001 è stato professore presso l’Accademia di Belle Arti di Varsavia. Ha inoltre tenuto corsi come docente ospite in università straniere: a L’Avana (1970), a Città del Messico (1979-1980), a Berlino Ovest (1985-1986), a Kassel (1989-1990). Dal 1966 è membro dell’AGI (Alliance Graphique Internationale). È tra i cofondatori del fenomeno della «scuola polacca del manifesto», avendo presentato sin dall’inizio uno stile individuale basato su tecniche pittoriche, ricco di slancio e colore. Alla fine degli anni ’60 ha introdotto nelle sue opere motivi ispirati allo stile «psichedelico» dell’arte hippie e delle cerchie ad essa legate. A metà degli anni ’70 iniziò a realizzare una serie di manifesti «ritrattistici», che mostravano su grande scala l’immagine dell’artista (pittore, musicista, star del cinema) a cui il manifesto era dedicato. Ha creato così una galleria delle figure di spicco della vita culturale polacca degli ultimi trent’anni. I suoi manifesti sono stati esposti in numerose mostre personali e collettive. Ha ottenuto numerosi premi, tra cui il Premio WAG intitolato a Tadeusz Trepkowski (1956), il Prix Toulouse-Lautrec a Versailles (1959, 1962), la medaglia d’oro alla Biennale d’Arte di San Paolo (1969), il primo premio della rivista «Hollywood Reporter» (1975, 1985), la medaglia d’argento (1972) e quella d’oro (1976) alla Biennale Internazionale del Manifesto di Varsavia, la medaglia d’oro alla Biennale Internazionale del Manifesto di Lahti (1977), numerosi premi alla Biennale Polacca del Manifesto di Katowice (1965, 1971, 1975, 1977, 1987, 1989).