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BUXHÖVDEN: medaglia e gettone unici in ORO, Varsavia 1795.

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Descrizione del lotto
Condizioni: ~2, 2/XF+
Letteratura: Hutten-Czapski 6609 (R7) i 6610 (w srebrze), Egger 4994 i 4995, Bentkowski 810

Per oltre duecentotrenta anni sono rimasti custoditi nella penombra degli scrigni di famiglia, protetti con cura dalle turbolenze della storia, affinché oggi potessimo offrirveli all’asta con immenso orgoglio.

Ecco l’unico set conosciuto – una medaglia d’oro e un gettone – dedicato a Federico von Buxhövden, illustre comandante e governatore di Varsavia, San Pietroburgo e Riga. Una coppia unica, tramandata di generazione in generazione dai suoi eredi per custodire una storia che ebbe inizio nella Zecca di Varsavia.

Un set che non è mai stato offerto prima d’ora sul mercato del collezionismo. Acquistato per l’asta direttamente dalla famiglia, oggi dispersa in tutto il mondo, con l’intenzione di venderlo in Polonia, affinché tornasse nel luogo in cui è stato creato.

Si tratta di esemplari personali e privati appartenuti a Federico Guglielmo von Buxhöveden, che nemmeno noi intendiamo separare, proponendoli come set, così come sono stati fin dall’inizio, per oltre 200 anni.

Né nella storia delle aste polacche né in quella mondiale abbiamo mai registrato la comparsa di una stampa in oro di questa medaglia o di questo gettone. Nel corso degli anni sono stati offerti solo sporadicamente singoli esemplari in argento. Mai, però, in set completo. Tanto meno in oro, cosa di cui non potevano vantarsi nemmeno le famose collezioni dei magnati, che oggi adornano i più grandi musei.

Si tratta di numismati dal peso complessivo impressionante, pari a quasi 50 ducati. Coniate in un periodo difficile, in cui la Repubblica di Polonia aveva perso la propria indipendenza. Sono state realizzate in una Varsavia che passava di mano in mano e che, nonostante i propri drammi, decise di commemorare il proprio governatore dell’epoca.


Federico Guglielmo von Buxhöveden (1750-1811)

Uno dei più illustri esponenti della stirpe che discende direttamente dal fondatore di Riga, Alberto von Buxhöveden. Nato nel 1750, dedicò tutta la sua vita all’esercito, e la fama e gli onori gli furono conferiti dai successi ottenuti sui fronti europei. Fu veterano delle guerre contro la Turchia, la Svezia, la Polonia e delle campagne napoleoniche. A testimonianza del suo rango vi sono i numerosi onori di cui fu ricoperto sia dagli zar russi, sia dal re di Prussia, sia...


La medaglia dei grati abitanti di Varsavia

Nel 1794 il popolo polacco insorse armato contro gli occupanti. Ebbe inizio l’insurrezione di Kościuszko, e questa rivolta portò alla città la tanto agognata liberazione. La storia, tuttavia, aveva in serbo per Varsavia uno scenario diverso, molto più brutale. Dopo la sconfitta nella battaglia di Maciejowice, le truppe russe marciarono inesorabilmente verso la capitale, conquistandola il 4 novembre. Quella battaglia è passata alla storia come il massacro di Praga, e tra i comandanti incaricati di pacificare la città c’era proprio lui: Friedrich von Buxhövden.

E sebbene il suo ruolo nella repressione dell’insurrezione sia rimasto impresso con inchiostro nero nella nostra storia, il suo successivo governo pragmatico come governatore di Varsavia ottenne il riconoscimento di parte delle élite locali. Come si legge in Emeryk Hutten-Czapski:«I cittadini, avendo appreso che i prussiani stavano per prendere il controllo della città, il 17 novembre 1795 incaricarono i propri presidenti, Andrzej Rafałowicz e Józef Łukaszewicz, di esprimere la loro gratitudine per il buon trattamento ricevuto, facendo coniare una medaglia a spese della città».

L’incarico fu affidato all’allora ispettore della Zecca di Varsavia, Jan Regulski. Si trattava di un medaglista di grande talento, promosso dallo stesso re Stanisław August dopo la morte di Holzhauser. E questa medaglia riflette perfettamente la sua maestria. Abbiamo qui un ritratto del governatore splendidamente modellato, plastico e riccamente decorato, in cui catturano l’attenzione piccole sfumature come l’acconciatura, i ricami dell’abito o i dettagli delle sue onorificenze.

La medaglia dedicata a Buxhövden stesso fu coniata in oro, del peso di circa 40 ducati; ne furono realizzate anche delle riproduzioni in argento. Questo esemplare è uno dei due conosciuti in assoluto e oggi l’unico esemplare in oro rimasto, poiché la medaglia che faceva parte della collezione di Emeryk Hutten-Czapski (recante il suo punzone da collezionista) è andata perduta nel tumulto della guerra.

Inoltre, si presenta in ottimo stato di conservazione. Questa medaglia è stata trattata con grande cura dalla famiglia, come conferma il rilievo perfettamente conservato, che permette di apprezzare la maestria di Regulski. Secondo quanto tramandato, molto probabilmente un tempo era incastonata in una cornice da esposizione, come testimoniano i tre fori di fissaggio visibili sul rovescio (ai lati e in alto), ma non presenta segni di maltrattamento (come deformazioni o riparazioni). Incantevole.


Gettone del conte del 1795.

Il secondo dei pezzi numismatici dedicati a Federico von Buxhövden è un gettone ottagonale recante il nome, la data e lo stemma di famiglia. A causa della mancanza di sigle e di un'iconografia molto più enigmatica, finora non è stato ampiamente descritto in letteratura.

La sua forma attinge indubbiamente a una moda giunta nei salotti europei direttamente dalla Francia. Fu proprio lì, a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, che nacque la tradizione di coniare gettoni d’élite, veri e propri biglietti da visita (jetons de noblesse). La loro forma insolita, ottagonale, conferiva loro un carattere esclusivo e le distingueva chiaramente dalle normali monete in circolazione. Inizialmente venivano coniate dalla zecca reale di Parigi, ma grazie all’enorme influenza della cultura francese sull’Europa dell’epoca, giunsero rapidamente nelle corti prussiane, russe e baltiche, rappresentando per gli aristocratici una prova di raffinatezza e di appartenenza all’élite più alta.

Su gettoni di questo tipo venivano solitamente raffigurati uno stemma riccamente decorato (qui circondato dalle onorificenze di Federico), il nome del committente e un motto o una personificazione delle virtù. La presenza, piuttosto rara, della data doveva indicare un evento di straordinaria importanza nella vita di Buxhövden. Infatti, fu proprio nel 1795 che egli fu ammesso al rango di conte prussiano dal re Federico Guglielmo II. La coniazione di questo gettone personale servì probabilmente a celebrare, e al contempo per annunciare e manifestare questa onorevole promozione, come sottolinea chiaramente la corona comitale posta sopra lo stemma (vale la pena aggiungere che due anni dopo la famiglia ricevette un titolo analogo in Russia dallo zar Paolo I). Rimane la domanda: chi ne fu l’autore?

Durante una consultazione con l’illustre esperto di medaillerie polacca – Tomasz Bylicki – siamo giunti alle «Note Numismatiche» del 1889, dove è riportato che«prima della sua partenza [da Varsavia, Buxhövden] fece coniare i seguenti marchi d’oro a otto angoli». Questa informazione indica l’origine varsaviana di questi gettoni, cosa confermata anche dal loro stile. L’analisi da noi condotta sul carattere dei punzoni indica che l’autore del progetto, come nel caso della medaglia, fu lo stesso medaglista: Jan Regulski. Questa teoria è indirettamente avvalorata anche dall’assenza di firma, poiché l’artista firmava raramente le sue gemme e le opere di minor dimensioni.

In oro, questo è attualmente l’unico esemplare conosciuto e il primo in assoluto ad essere stato pubblicato. Un pezzo unico che, per di più, è giunto fino ai nostri giorni in ottime condizioni. A parte alcuni difetti sul bordo, affascina per il suo splendido rilievo e la naturale lucentezza della superficie.


Un set eccezionale

Friedrich von Buxhövden è una figura che ha lasciato il segno nelle pagine della storia delle più grandi potenze europee. Sebbene le monete d’argento a lui dedicate adornassero da anni le più famose collezioni russe, tedesche e polacche, la comparsa di una serie completa in oro costituisce un evento senza precedenti. Ciò che rende questa asta davvero unica, tuttavia, è la provenienza di questa coppia. Si tratta di una provenienza unica nel suo genere, che risale allo stesso generale Buxhövden: queste monete sono infatti rimaste finora di proprietà esclusiva dei suoi discendenti, passando di generazione in generazione. Ora, grazie alla decisione della famiglia di affidarle a noi per l’asta, tornano simbolicamente nel loro paese d’origine.


Oro, dimensioni 37,5 x 38 mm e diametro 60 mm, peso 35,25 e 136,65 g

L’oggetto è ammesso alla libera circolazione all’interno dell’Unione Europea – non richiede un’autorizzazione all’esportazione verso i paesi dell’UE. Invitiamo chi fosse interessato all’acquisto a partecipare a una presentazione privata dell’oggetto. Per fissare un appuntamento, vi preghiamo di contattarci.

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