80 x 100 cm - acrilico, tela
firmato sul retro a sinistra: Ryszard Grzyb | «Nel prato | al mattino» | 80 x 100 cm | acrilico | 2022
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Ryszard Grzyb (nato a Sosnowiec il 17 luglio 1956) ha studiato presso la Scuola Superiore Statale di Belle Arti di Breslavia, nell’atelier del prof. Zbigniew Karpiński (1976–1979) e presso la Facoltà di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Varsavia (1979–1981). Ha conseguito la laurea nell’atelier del prof. Rajmund Ziemski. Negli anni 1982–1992 è stato membro di Gruppy, con la quale ha esposto e partecipato alle sue iniziative. È stato anche cofondatore ed editore della rivista di Gruppa – «Oj dobrze już».
A partire dalla metà degli anni Ottanta ha intrapreso diversi viaggi artistici: nel maggio e giugno del 1986, insieme a Ryszard Woźniak, ha soggiornato con una borsa di studio a Berlino Ovest; negli anni 1990–1991 a Colonia su invito di Rafał Jablonka; nel 1995 nuovamente in Germania con una borsa di studio a Lamspringe, e nel 1996 a Saignon su invito di Kamila Regent e Pierre Jaccaud.
I suoi dipinti sono conservati nelle collezioni dei Musei Nazionali di Varsavia, Breslavia, Cracovia e Poznań, della Galleria Zachęta, nei Musei Provinciali di Katowice, Bytom, Toruń, Bydgoszcz e Olsztyn, nonché in collezioni private in Polonia e all’estero.
Parallelamente alla pittura, si dedica alla creazione poetica, avendo debuttato già durante gli studi a Breslavia. Ha pubblicato i propri testi su «Nowy Wyraz» (1980, 1981), «Miesięcznik Literacki» (1981), sulla rivista «Oj dobrze już», nella pubblicazione Sztuka Najnowsza. Co słychać, a cura di M. Sitkowska (Varsavia 1989), e in *Young Poets of a New Poland* (Londra 1993), nonché nella rivista artistica «Tytuł roboczy» (2004). Le sue “Zdania Napowietrzne” sono state pubblicate da Świat Literacki (2005).
Nel 2004 ha avviato il progetto multimediale *Zdania napowietrzne*, nell’ambito del quale raccoglie brevi sentenze poetiche, «haiku assurdi», come lui stesso li definisce, e le colloca in un contesto del tutto estraneo agli esperimenti poetici: su cartelloni pubblicitari, cartoline, matite, tazze, trasformandole in insegne al neon o cartelli informativi. Appropriandosi di spazi destinati a un altro tipo di comunicazione, l’artista ne rafforza la forza espressiva, creando una sorta di suspense.
Vincitore del Premio Jan Cybis per il 2010.
(sito web dell’artista)