Antoniniano di Otacilia Severa (244–249 d.C.), coniato nella zecca romana tra il 244 e il 246 d.C., appartenente alle primissime emissioni del periodo del regno di Filippo I l’Arabo, in cui si poneva particolare enfasi sulla rappresentazione dell’imperatrice come incarnazione delle virtù morali proprie della dinastia.
Sull’averso è raffigurato il busto dell’imperatrice su una mezzaluna, rivolto verso destra, con la legenda MARCIA OTACIL SEVERA AVG, che riporta la forma completa del suo nome e il titolo di Augusta. Il motivo della mezzaluna, caratteristico dell’iconografia delle donne della famiglia imperiale nel III secolo d.C., è legato alla simbologia lunare e all’idea di protezione divina e trascendenza.
Il rovescio raffigura Pudicitia seduta rivolta a sinistra, mentre impugna un scettro, con la legenda PVDICITIA AVG. Pudicitia, in quanto personificazione della modestia e delle virtù morali, faceva parte del repertorio fondamentale della propaganda imperiale, in particolare per quanto riguarda le imperatrici. Le sue raffigurazioni sottolineavano l’ideale della donna romana, fedele, sobria e degna del proprio status.
L’inserimento di questo motivo nella monetazione di Otacilia Severa si inserisce nell’ampio programma ideologico della dinastia, in cui l’imperatrice svolgeva il ruolo di modello morale e di elemento di legittimazione del potere attraverso il richiamo ai valori tradizionali romani.
Bellissimo esemplare di epoca coniazione.
Impero Romano
Otacilia Severa (244-249), Antoniniano 244-246, zecca di Roma
Dritto: busto dell’imperatrice su una mezzaluna, rivolto a destra
MARCIA OTACIL SEVERA AVG
Rovescio: Pudicitia seduta a sinistra, con in mano lo scettro
PVDICITIA AVG
Diametro 24 mm, peso 4,47 g



