Moneta in bronzo coniata da Bruttium (Bretti) tra il 211 e il 208 a.C., appartenente alle emissioni prodotte durante la Seconda Guerra Punica, quando le comunità locali dell'Italia meridionale erano nella sfera d'influenza del conflitto tra Roma e Cartagine. La coniazione dei Bretti rappresenta un'importante testimonianza della loro autonomia politica e del loro coinvolgimento militare durante questo turbolento periodo.
Il dritto raffigura la testa di Zeus con una corona di alloro, rivolta verso destra. Zeus, in quanto divinità suprema del pantheon greco, simboleggiava il potere, l'autorità e la protezione divina, e la sua immagine sottolineava il prestigio dell'emittente.
Il rovescio mostra un guerriero nudo che cammina verso destra, impugnando lancia e scudo, con la legenda BPETTIΩN e un bucranio nel campo destro. La raffigurazione del guerriero accentua la natura militare della società brettese, mentre il bucranion (teschio di bovino) allude al simbolismo sacrificale e religioso, spesso associato a riti e culti.
La legenda BPETTIΩN si riferisce direttamente al popolo dei Bretti e rappresenta una chiara affermazione della loro identità politica. Le monete di questo tipo sono un'importante testimonianza delle coniazioni locali italiane in un periodo di intensi cambiamenti politici e militari.
Grecia
Bruttium, Bretti, bronzo 211-208 a.C.
Dritto: testa di Zeus a in una corona d'alloro a destra
Rovescio: guerriero nudo che cammina verso destra, reggendo lancia e scudo, nel campo a destra un bucranio
BPETTIΩN
Diametro 21 mm, peso 7,3 g



