Il sesterzio in bronzo di Antonino Pio (138-161 d.C.), battuto nella zecca romana tra il 153 e il 154 d.C., appartiene a un'emissione dell'ultima fase del suo regno.
Il dritto raffigura la testa laureata dell'imperatore rivolta a destra con la legenda ANTONINVS AVG PIVS P TR P XVII, contenente elementi della titolarità ufficiale di Antonino Pio. La menzione della diciassettesima autorità tribale (TR P XVII) fornisce il criterio cronologico di base per datare l'emissione al 153-154 d.C..
Il rovescio raffigura la personificazione della Libertas in piedi a destra e con in mano il pileus, il caratteristico copricapo della libertà che era simbolo di libertà nel mondo romano. La legenda che accompagna LIBERTAS COS IIII si riferisce all'idea di libertà garantita dal potere imperiale, mentre la designazione COS IIII indica il quarto consolato di Antonino Pio.
Il motivo della Libertas è uno dei tipi iconografici consolidati delle coniazioni romane e compare regolarmente nelle emissioni imperiali come personificazione della libertà civile e di un ordine politico stabile. Nelle coniazioni di Antonino Pio, il tipo compare in serie a partire dalla metà del suo regno e fa parte di un programma iconografico che sottolinea l'armonia tra il potere imperiale e i valori tradizionali dello Stato romano, particolarmente caratteristico di un periodo considerato dalla storiografia come una delle fasi più stabili della storia dell'Impero.
L'Impero romano
Antonino Pio (138-161), Sesterc 153-154, zecca di Roma
Dritto: testa con corona d'alloro a destra
ANTONINVS AVG PIVS P TR P XVII
Rovescio: Libertas in piedi a destra, con in mano un pileo, in campo S-C
LIBERTAS COS IIII
Diametro 33 mm, peso 22,83 g



