Uno dei denari più riconoscibili dell’Impero Romano, coniato a Lugdunum durante il regno di Tiberio. Questo tipo è comunemente indicato nella letteratura e nel mercato numismatico come “Tribute Penny”.
Il dritto raffigura Tiberio come figlio del divinizzato Augusto, DIVI AVG F, sottolineando chiaramente la continuità dinastica del nuovo principato. Tiberio, salito al potere dopo la morte di Augusto nel 14 d.C., presentava il proprio regno come una continuazione dell’ordine instaurato dal predecessore.
Sul rovescio è raffigurata una figura femminile seduta, interpretata per lo più come la Pax, ma tradizionalmente identificata anche con Livia, madre di Tiberio. La legenda PONTIF MAXIM si riferisce alla carica di Pontifex Maximus, il sommo sacerdote della religione di Stato romana.
Tuttavia, questo tipo di moneta deve la sua maggiore fama al suo tradizionale legame con il biblico «denaro del tributo». Il denario di Tiberio è spesso indicato come la moneta che potrebbe corrispondere al denario menzionato nella scena evangelica della domanda sul pagamento del tributo a Cesare. Non è tuttavia possibile dimostrare che si trattasse proprio di questo specifico tipo.
Indipendentemente da questa identificazione, il denario qui presentato rimane una delle monete più iconiche del primo Impero, che collega la storia della dinastia giulio-claudia a uno dei racconti più famosi del Nuovo Testamento.
Impero Romano
Tiberio (14-37), Denario 14-37, zecca di Lugdunum (Lione)
Dritto: testa con corona d’alloro rivolta a destra
TI CAESAR DIVI AVG F AVGVSTVS
Rovescio: Livia (come Pax) seduta sul trono a destra, con in mano una lancia e un ramoscello d’ulivo
PONTIF MAXIM
Diametro 19 mm, peso 3,66 g



