Il conio del tetradramma di Filippo II (244-249 d.C. come Cesare), coniato ad Antiochia, in Siria, tra il 244 e il 245 d.C., appartiene a un'emissione della fase più precoce della sua carriera politica, subito dopo l'elevazione alla dignità di Cesare da parte di Filippo I. Le coniazioni di Antiochia di questo periodo costituiscono una fonte importante per lo studio della fase iniziale del programma dinastico della dinastia filippina.
Il dritto mostra un busto del giovane erede al trono con corona d'alloro, mantello e armatura, rivolto verso destra, con la legenda greca MAP IOYΛI ΦIΛIΠΠOC KЄCAP, che lo identifica chiaramente come Cesare.
Il rovescio mostra un'aquila in piedi a sinistra, che tiene nel becco una corona di fiori, con la legenda ΔΗΜΑΡΧ ƐΞΟΥϹΙΑϹ ΥΠΑ ΤΟ A e la designazione SC nel segmento. L'aquila (aquila) rimane il simbolo principale del potere imperiale e dell'esercito romano, mentre la corona si riferisce alla vittoria e alla prosperità. Il tipo fa parte del repertorio iconografico consolidato del tetradramma di Antiochia, utilizzato costantemente nelle coniazioni orientali.
La legenda del rovescio contiene un riferimento al potere tribunizio (tribunicia potestas) e al primo consolato (ὕπατος Α), consentendo di datare con precisione l'emissione al 244-245 d.C., periodo iniziale della sua attività di Cesare. La designazione SC, derivata dalla formula senatus consulto, è tradizionale nelle coniazioni provinciali e non indica l'effettiva partecipazione del senato al processo di emissione.
Provincia di Roma
Siria, Antiochia, Filippo II (247-249), moneta tetradracma 244-245, zecca di Antiochia
Dritto: busto dell'imperatore con corona d'alloro, mantello e armatura a destra
MAPPA IOYΛI ΦIΛIΠΠOC KЄCAP
Rovescio: aquila stante a sinistra, con una corona di fiori nel becco, in sezione SC
ΔΗΜΑΡΧ ƐΞΟΥϹΙΑϹ ΥΠΑ ΤΟ A
Diametro 30 mm, peso 11,91 g



