40 x 56,5 cm - ago secco, stencil, carta giapponese dai bordi irregolari
40 x 56,5 cm (stampa dalla lastra), 57 x 78 cm (carta)
firmato a piombo sotto l’incisione in basso a destra: Dali, in basso a sinistra iscrizione a piombo: 108/250
Opera esposta, citata e riprodotta, tra l’altro, in: Opera citata e riprodotta nei principali cataloghi dell’opera di Salvador Dalí nel campo della grafica:
– Salvador Dalí. Catalogue Raisonné of Etchings and Mixed-Media Prints 1924-1980. A cura di Ralf Michler e Lutz W. Löpsinger, Prestel, Monaco – New York 1995, cat. 758, ill.; ibid., Appendice, p. 262;
– The Official Catalog of the Graphic Works of Salvador Dalí, autorizzato da Dalí, a cura di Albert Field, The Salvador Dalí Archives, New York 1996, p. 101, cat. 75-4J, ill.
♣ Droit de suite: ♣ Al prezzo di acquisto verrà aggiunto un supplemento derivante dal diritto dell’autore e dei suoi eredi a ricevere un compenso ai sensi della Legge del 4 febbraio 1994 sul diritto d’autore e sui diritti connessi (droit de suite).
Salvador Dalí (Figueres, 11 maggio 1904 – Figueres, 23 gennaio 1989) nel 1921 iniziò gli studi all’Accademia di San Fernando a Madrid, che frequentò a intervalli fino al 1926, quando fu espulso (non per la prima volta) a causa delle sue idee anarchiche e del suo comportamento eccentrico. Tra i suoi amici dei tempi dell’università figuravano, tra gli altri, Federico García Lorca, Luis Buñuel e Rafael Alberti. Dali era appassionato delle nuove correnti artistiche, esponeva dal 1925 e scriveva molto anche per riviste d’arte. Nel 1926 si recò per la prima volta a Parigi, dove conobbe Picasso; vi tornò nel 1928 e questa volta conobbe Tristan Tzara e la cerchia dei surrealisti riuniti attorno ad André Breton. Nel 1929, insieme a Buñuel, girò il film «Il cane andaluso». In estate conobbe e si legò a Gala Eluard, che da allora divenne la sua musa per sempre. Nel corso degli anni ’30 ideò e mise in pratica il proprio metodo, il cosiddetto metodo paranoico-critico; fu in quel periodo che nacquero le sue opere più famose, come «La persistenza della memoria» (1931). Questo piccolo quadro, esposto quello stesso anno a New York alla mostra dei surrealisti, divenne un simbolo del movimento e aprì all’artista la strada verso una carriera in stile americano. Dalí e Gala soggiornarono più volte negli Stati Uniti, soprattutto nel periodo 1939-1948, dopo essere fuggiti dalla Spagna dilaniata dalla guerra civile e, successivamente, da Parigi minacciata dall’occupazione tedesca. Dopo il ritorno in Spagna, nell’opera di Dalí iniziò il «periodo mistico», durante il quale nacquero grandi composizioni basate sui canoni iconografici religiosi («Madonna di Port Lligat», «L’Ultima Cena»). Nel 1964 pubblicò «Il diario del genio». Gli ultimi anni dell’artista furono all’insegna dei viaggi e della stravaganza. Dopo la morte di Gala nel 1982, Dalí rimase fino alla fine in volontario isolamento.
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