acrilico, tela, 80 x 60 cm, firmato in basso a destra: K. Kot
Nata nel 2001. Laureata presso la Facoltà di Pittura dell’Università Pedagogica di Cracovia, dove ha studiato sotto la guida, tra gli altri, del prof. Romuald Oramus, del prof. Piotr Jargusz e della prof. Cecilia Malik. Ha partecipato a numerose mostre e simposi, e i suoi dipinti fanno parte di collezioni private polacche e straniere. La produzione artistica dell’autrice si concentra su raffigurazioni di animali, figure surreali e paesaggi, spesso arricchiti da elementi astratti. Un posto speciale nella sua pittura è occupato dai gatti, presenti nella sua arte da sempre, che oggi rappresentano un simbolo di indipendenza, solitudine e relazioni ambigue dell’uomo con il mondo. Paradossalmente, il cognome dell’artista – Kot – è diventato il suo marchio di fabbrica e una firma ironica che completa il significato dei dipinti.
«Oggi i gatti tornano, questa volta in una serie di dipinti. Ognuno di essi è una versione diversa della stessa storia sulla solitudine, sull’indipendenza, sul bisogno di contatto e sulla contemporanea paura di esso. A volte addormentati, a volte ipnotici, altre volte fissi lo spettatore con ironica riservatezza, questi gatti sono il riflesso di me stessa, delle mie paure, delle mie speranze e dei miei desideri. A volte ho l’impressione che non sia tanto io a dipingerli, quanto piuttosto a permettere loro di rivelarsi attraverso di me. La cosa più divertente di tutto questo è che, avendo il cognome «Kot», non ho nemmeno bisogno di firmare. Questi quadri sono semplicemente miei. A scuola ci dicevano che l’artista lascia sempre una parte di sé nella propria opera. Io non lascio una parte, lascio tutto il «Kot».»
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