31,9 x 23,7 cm - olio su tavola
firmato in basso a destra: T. Axentowicz
Sul retro, timbro ovale illeggibile (probabilmente di un negozio di articoli per la pittura) con la seguente scritta a matita:
4 | 32 x 24 | MK 80-
accanto una parola illeggibile scritta a inchiostro.
Teodor Axentowicz (Brasov, in Transilvania, 1859 – Cracovia, 1938) – pittore, pastellista, litografo – è stato uno dei pittori polacchi più noti e apprezzati. Si formò all’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera sotto la guida di Gabriel Hackl, Aleksander Wagner e Gyula Benczúr. Completò i suoi studi a Parigi, dove rimase poi per oltre un decennio. Partecipò ai Saloni parigini; nel 1890 fu ammesso alla Société Nationale des Beaux-Arts. In quel periodo si recò più volte anche a Londra. Nel 1895 tornò in patria e si stabilì definitivamente a Cracovia, dove fu nominato professore della locale Scuola di Belle Arti (dal 1900 Accademia). In questa istituzione insegnò ininterrottamente fino al 1934, ricoprendo due volte la carica di rettore (negli anni 1910-11 e 1927-28). Fu uno dei membri fondatori della Società degli Artisti Polacchi «Sztuka», membro della «Secessione» viennese e collaboratore della sua rivista «Ver Sacrum». Il successo gli fu garantito soprattutto dai ritratti idealizzati di signore raffinate e dai graziosi ritratti di bambini. Dipingeva anche quadri di genere; fu uno dei primi pittori a dedicarsi alla regione degli Huculi e al popolo degli Huculi. Realizzava dipinti storici e composizioni simboliche legate allo scorrere del tempo, alla caducità e alla vecchiaia. Nel suo primo periodo monacense si trattava di dipinti improntati allo spirito del realismo accademico; la produzione successiva dell’artista fu influenzata dalla pittura inglese del XVIII secolo e dalle opere di pittori contemporanei quali Boldoni, Whistler e Sargent. I suoi dipinti si contraddistinguono per la loro decoratività, l’eleganza, la freschezza di una gamma cromatica sottile e la delicata stilizzazione in stile Art Nouveau. Inizialmente dipingeva a olio e ad acquerello, mentre dopo il 1890 si dedicò soprattutto alla tecnica del pastello, che padroneggiava magistralmente. Si occupò di illustrazione e litografia, progettando i manifesti delle mostre «Sztuka».