Dimensioni: 62 x 29 x 30 cm
scritta in alto: «Duchamp»
Provenienza
acquistato direttamente dall’artista
collezione di Grażyna Kulczyk
Esposto
«GK Collection #1», Art Stations, Poznań, 18/03-17/06/2007
Bibliografia
Paweł Leszkowicz, GK Collection #1, catalogo della mostra, Art Stations, Poznań 2007, p. 146 (ill.)
Biografia
Diplomato presso il Liceo Statale di Belle Arti «Antoni Kenar» di Zakopane. Dal 1983 al 1990 ha studiato presso la Facoltà di Pedagogia e Belle Arti della Filiale dell’Università della Slesia a Cieszyn. Vive e lavora a Cracovia. La sua produzione artistica si è sviluppata nell’ambiente di colleghi e amici più anziani – Andrzej Szewczyk e Marek Chlanda. Lutyński, come uno dei pochi artisti della generazione più giovane, dimostra un’esperienza creativa e un fascino per l’arte di Tadeusz Kantor, nonché per la pittura astratta di Kazimierz Malewicz. Lutyński sviluppa una produzione poliedrica che spazia dalla pittura alle installazioni spaziali e alla performance. È il leader e violinista del gruppo Rdzeń (attualmente composto da: Piotr e Fryderyk Lutyński, Marek Kozica, Ewa Wiosna Libera, Zbigniew Libera e Adam Rzepecki), che esegue sul palco musica improvvisata (anche su brani poetici), nonché promotore del progetto KR736EJ – un autobus d’epoca trasformato in installazione artistica, che funge da palcoscenico all’aperto itinerante, cucina e alloggio per la band e gli ospiti che la accompagnano. Nel progetto KR736EJ la compagnia ha collaborato, tra gli altri, con Ryszard Krynicki e Marcin Świetlicki, oltre che con numerosi artisti visivi e musicisti. L’opera di Lutyński rivela sotto molti aspetti caratteristiche solitamente associate all’ambiente artistico di Cracovia. Queste si esprimono nell’assolutizzazione (secondo Tadeusz Kantor) dell’«oggetto povero» nell’arte, in un certo tratto bohémien (come ad esempio nel progetto di un atelier itinerante – luogo di incontro e di lavoro per gli artisti), e infine nel riferimento consapevole che Lutyński fa, nelle allestimenti espositivi, al soffocante salotto borghese con i suoi tappeti logori, i mobili vecchi o i trofei di caccia. Le opere di Lutyński possono essere pittura astratta, installazione teatrale o montaggio surrealista, in linea con il detto di Lautréamont secondo cui l’arte è l’incontro sul tavolo dell’obitorio tra una macchina da cucire e un ombrello. Tuttavia, ciò che contraddistingue in modo particolare l’artista è il suo rapporto con la natura e la cultura: l’instaurazione, nella sua opera, di una relazione speciale tra il mondo dell’uomo (l’arte) e gli esseri non umani. Nelle sue mostre, Lutyński ha messo a confronto animali vivi con i propri dipinti. Le galline hanno fatto la loro comparsa alla mostra «Świetlani przewodnicy» alla Galleria Potocka di Cracovia nel 1997, mentre i cavalli sono stati esposti all’Alchemia di Cracovia nella mostra «Pomiędzy koniem a obrazem» (2003). Tra gli altri progetti di Lutyński figurano, tra l’altro, «Ptasia Kolumna» alla Galleria Bunkier Sztuki di Cracovia (2003) e «Muzyka dla ryb» alla Galleria Foksal di Varsavia (2005). Nelle sue opere, nel contesto delle tele a olio, compaiono materiali significativi: paglia, legno, cera, insetti essiccati, uova di uccello. Per Lutyński, la realtà del quadro astratto e quella del mondo animale sono permeate dalla stessa energia universale. L’«artificialità» dell’arte e la «vitalità» della vita sono ugualmente reali e, in questo modo di pensare, l’artista è vicino a molti esponenti dell’avanguardia costruttivista dell’inizio del secolo scorso. Lutyński si presenta al contempo come un pioniere dell’«arte dell’Antropocene», così diffusa tra la più giovane generazione di artisti, che ha coltivato fin dai primi anni ’90 del XX secolo. L’artista ha tenuto numerose mostre personali e ha partecipato a numerose mostre collettive. La sua produzione artistica fino ad oggi è stata riassunta in una mostra alla Galleria Bunkier Sztuki di Cracovia nel 2020, per la quale è stato pubblicato un ampio catalogo.





