Litografia a colori, carta velina, 67 x 47 cm in formato doppio passe-partout leggero: 77 x 58 cm, edizione 1972, limitata a 20/80 l.d., firmata e datata dall'artista p.d.
Plessi è uno dei più importanti artisti italiani viventi, considerato il padre della videoarte in Italia e uno dei primi artisti a iniziare a utilizzare gli schermi televisivi come "materiale scultoreo".
L'idea principale di Plessi è la combinazione paradossale di natura e tecnologia. Mentre altri artisti degli anni '70 e '80 vedevano la televisione come uno strumento di manipolazione, Plessi trattava lo schermo come una "tela elettronica". Le sue opere più famose simulano gli elementi - soprattutto acqua e fuoco - racchiusi in tubi catodici di vetro o in moderni pannelli LED.
L'acqua è il suo marchio di fabbrica. Plessi afferma spesso che: "L'acqua è vita e il video è la tecnologia che più assomiglia all'acqua: è fluida, mutevole e sfuggente". Ha creato installazioni giganti in cui l'acqua "trabocca" da uno schermo all'altro.
Le litografie di Plessi sembrano spesso progetti di Leonardo da Vinci trasposti nell'era della televisione. Plessi decostruisce il famoso disegno di Leonardo da Vinci. Mentre l'originale simboleggia le proporzioni perfette e l'uomo come centro dell'universo inscritto nella geometria, Plessi lo colloca nell'elemento acqua.
Il 1972, anno di creazione di questa litografia, rappresenta il momento "zero" della sua carriera. È allora che Plessi rompe definitivamente con la pittura tradizionale e si concentra su quella che diventerà la sua ossessione di sempre: L'ACQUA. È la prova della nascita del concettualismo italiano. All'epoca, l'artista non utilizzava ancora i monitor video (che sarebbero arrivati in seguito). Si concentra sull'analisi dell'acqua come materia, formulando la tesi che l'acqua è un medium. Nel 1972 Plessi pubblica uno dei suoi più importanti portfolio grafici, intitolato semplicemente "Progetti". La presente litografia appartiene a questa serie leggendaria. Le opere del 1972 sono considerate "vintage Plessi". Sono molto più austere e intellettuali delle sue successive installazioni glamour con schermi dorati e LED. Per un collezionista di arte concettuale e videoarte, il 1972 è il "Santo Graal" della sua biografia.
Oggi, l'ottantacinquenne Plessi continua a produrre installazioni spettacolari come le cascate d'oro in Piazza San Marco (L'Età dell'Oro), sperimenta le tecnologie più recenti, tra cui schermi ad altissima definizione e persino temi NFT, e partecipa regolarmente ai principali eventi artistici. Nel 2022 e nel 2024, le sue opere sono state esposte in prestigiose gallerie in tutta Italia e all'estero.
L'ambientazione mostrata nelle immagini è solo a scopo illustrativo e non costituisce un'offerta commerciale.



