Dimensioni: 65,5 x 22 x 27 cm
firmato sul retro: «ADAM ZEGADŁO»
Stato di conservazione
piccole perdite nello strato pittorico
Biografia
Adam Zegadło proveniva da una famiglia di grandi lavoratori: suo nonno lavorava nelle miniere di ferro di Suchedniów, mentre suo padre era contadino. A causa della morte prematura del padre, il giovane Adam iniziò a lavorare già all’età di 13 anni in una fabbrica di macchine agricole a Suchedniów. Dopo la seconda guerra mondiale la situazione finanziaria della famiglia peggiorò notevolmente e Zegadło non riusciva a mantenere la propria famiglia solo con l’attività agricola, quindi intraprese diversi lavori, cercando di garantire il sostentamento alla famiglia. Si occupava principalmente di lavori artigianali : realizzava mobili semplici, attrezzi agricoli e utensili domestici, ma anche giocattoli semplici – cavallini a dondolo, giostre, statuine, macchinine – che segnarono l’inizio della carriera di scultore di Zegadło.
Gli inizi della carriera di scultore di Zegadło possono essere fatti risalire agli anni ’60 del XX secolo. Le prime sculture furono acquistate per la collezione del Museo di Świętokrzyskie a Kielce e nel 1964 furono esposte in una mostra di arte popolare contemporanea delle quattro province: Białystok, Lublin, Kielce, Rzeszów. Un anno dopo, le sculture di Zegadła furono esposte alla Zachęta di Varsavia nella mostra “Inni”, che gli valse una grande notorietà. Le opere di Adam Zegadła sono state esposte, tra l’altro, nell’odierna Slovacchia, in Germania, in Svezia, in Italia, in Svizzera e in Finlandia. L’artista era legato a Desa e a Cepelia, il che rese possibili le sue mostre all’estero. Insieme al figlio Henryk, anch’egli scultore, tenne una mostra congiunta nel 1971. Le opere di Adam Zegadła si caratterizzano per la ricchezza tematica, l’ispirazione tratta da leggende e storie locali, l’uso di una tavolozza cromatica ampia e fortemente contrastante, forme non convenzionali e precisione esecutiva. Le opere di Zegadła sono state acquisite da collezioni istituzionali e private, tra cui quelle di Ludwik Zimmerer e Leszek Macak.





