bronzo, base in pietra, 36,5 x 28,5 x 15,5 cm
altezza con base: 43,5 cm
firmato e datato in basso a destra: «KLaszczka / 1905»
fusione contemporanea da uno stampo in gesso originale
«Nel 1904 viene realizzata la scultura “La ragazza” («La Triste») raffigurante una ragazza di campagna, quasi una bambina, in abiti quotidiani, priva dello sfarzo di corsetti, nastri e collane di perline, con un fazzoletto annodato in modo semplice sulla testa […] La scultura, intrisa di profondo lirismo, congelata nella malinconia e nella riflessione, si presenta in diverse versioni: a figura intera, come busto e come testa.» (Z. Weiss, K. Łomnicka, «Konstanty Laszczka», Cracovia 2017, p. 116.). Opere analoghe si trovano nelle collezioni: del Museo Sociale di Konstanty Laszczka a Dobre («La Triste», 1904, bronzo, 46x21x26 cm), del Museo Nazionale di Cracovia («La Triste», 1904, terracotta, 54x49x34 cm)
Konstanty Laszczka può essere tranquillamente definito uno dei più illustri scultori del periodo della Giovane Polonia, che gode di grande riconoscimento sia oggi che ai suoi tempi, quando fu più volte apprezzato dalla critica d’arte. All’epoca si scriveva: «I due artisti Szymanowski e Laszczka rappresentano l’arte figurativa moderna, in particolare Laszczka in modo davvero eccezionale […] i ritratti maschili e femminili, i bronzi di questo artista rivelano una mano straordinariamente raffinata e sono così espressivi, così sottili e distinti nelle loro linee delicate e così pieni di vita, pur con tutta la distinzione dell’espressione, che lo ricorderemo a lungo tra noi.» (Z. Weiss, K. Łomnicka, «Konstanty Laszczka», Cracovia 2017, p. 163.)
«Allo sviluppo del talento e all’integrazione sociale degli individui dotati contribuisce una scuola ben organizzata, guidata da docenti colti ed equilibrati – essi, nell’insegnamento agli altri, possono dare di più rispetto a persone raffinate e geniali, verso le quali gravitano coloro che non possiedono capacità – Il peso del lavoro non esiste laddove vi è il vero amore per esso.» (J. Puciata-Pawłowska, «Konstanty Laszczka. Vita e opera», Siedlce 1980, p. 27) Konstanty Laszczka è passato alla storia anche come illustre pedagogo. Si scriveva: «il più illustre scultore polacco contemporaneo, il professor Konstanty Laszczka dell’Accademia di Belle Arti di Cracovia […]» («Il dono del professor K. Laszczka al Teatro J. Słowacki», «Naprzód» 19 aprile 1921, in: Z. Weiss, K. Łomnicka, «Konstanty Laszczka», Cracovia 2017, p. 133.) Era famoso per il suo atteggiamento estremamente cordiale nei confronti dei propri allievi. Anni dopo lo ricordavano con affetto. «Lo studente aveva spesso l’impressione di essere solo un collega più giovane del professore.» (J. Puciata-Pawłowska, «Konstanty Laszczka. Vita e opera», Siedlce 1980, p. 25.)
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