Oggetto di scena originale dello studio di Dante Gabriel Rossetti (1828–1882)
Un cofanetto monumentale e di grande valore storico, identificato come il modello fisico principale di una delle immagini più iconiche dell’arte vittoriana: “Pandora” (1871) di Dante Gabriel Rossetti. Questo magnifico oggetto è una pietra miliare della storia degli atelier preraffaelliti, fungendo da vero e proprio contenitore dei “terribili mali” del mondo nel cupo e simbolico capolavoro di Rossetti.
Lo scrigno è magistralmente realizzato a forma di chasse medievale, con un coperchio a due falde adornato da vivaci cabochon di vetro e una serie di figure in rilievo finemente cesellate raffiguranti santi e angeli, incastonate sotto archi ciechi di ispirazione architettonica. Questa estetica sacra ed ecclesiastica fu scelta appositamente da Rossetti per creare un contrasto agghiacciante con il mito pagano di Pandora, aggiungendo al dipinto un livello di complesso sacrilegio vittoriano.
Provenienza di estrema importanza: questo manufatto vanta una provenienza ineccepibile e straordinaria, che lo collega direttamente al sancta sanctorum dello studio di Rossetti al numero 16 di Cheyne Walk:
La vendita del patrimonio di Rossetti (1882): formalmente identificato come lotto 397 nello storico catalogo d’asta di Wharton, Martin & Free del luglio 1882, che mise all’asta gli effetti personali più intimi dell’artista dopo la sua morte.
Il legame con Watts-Dunton: Accompagnato da una rara nota manoscritta che conferma l’acquisto a favore del confidente e amministratore più stretto di Rossetti, G. Theodore Watts-Dunton, custode dell’eredità dell’artista.
Storia delle esposizioni museali: Reca un’etichetta originale d’epoca relativa al prestito: «In prestito da J.H. Maitland, 25 giugno». Poiché J.A. Fuller Maitland era una figura di spicco della cerchia preraffaellita, ciò conferma che lo scrigno fosse considerato una sacra reliquia artistica ed esposto nelle principali gallerie commemorative poco dopo la scomparsa dell’artista.
Raramente un oggetto da studio sopravvive con una documentazione così impeccabile. Lo scrigno «Pandora» non è semplicemente un oggetto d’antiquariato; è un testimone silenzioso dell’ossessione creativa di Rossetti e della sua meticolosa ricerca della «curiosità» perfetta che potesse abitare le sue visioni oniriche. La sua conservazione offre agli studiosi un legame unico e tangibile con la realtà fisica dell’atelier preraffaellita. Ottone lavorato su un’anima originale in legno con inserti in vetro d’epoca. 28,5 x 14 x H 25 cm