olio su tela, 83 x 63 cm
firmato e datato in basso a destra: "A.PIOTROWSKI/1912"
sul telaio è apposta un'etichetta del Salone Artistico di Feliks Richling di Varsavia con il numero 1516 e il titolo dell'opera
Esposto:
- Varsavia, Salone Artistico di Feliks Richling, 1912-1914 circa
La composizione qui raffigurata, “Ragazza in riva al mare”, rientra sicuramente nella cerchia delle opere che si possono definire “intriganti”. Da un lato, l’artista raffigura una bella giovane donna dalla carnagione di porcellana e dai lineamenti delicati, in piedi sullo sfondo di un paesaggio marino. D’altra parte, ai suoi piedi giace un oggetto che potrebbe avere una certa dimensione simbolica e, in una certa misura, probabilmente costituisce il significato dell’opera. La ragazza sembra osservarlo intensamente, come se ciò che vede l’avesse commossa.
Antoni Piotrowski è stato un illustre pittore, disegnatore e illustratore polacco. Oltre a numerose opere di tema folcloristico e bellico, ha lasciato anche alcune composizioni costiere. Ne sono un eccellente esempio il quadro qui presentato, nonché l’opera del 1911 «Sulla costa» (riprodotto in seguito su cartoline postali) e l’opera grafica intitolata «Il mare» del 1902 circa, che costituisce uno studio autonomo di paesaggio. Entrambe queste opere si trovano attualmente nelle collezioni del Museo Nazionale di Varsavia (fig. I), (fig. II).
Il dipinto qui presentato è stato realizzato in uno dei periodi più fecondi della carriera dell’artista. Piotrowski disponeva allora di una tecnica pienamente consolidata, e tale maturità si manifestava in una virtuosistica libertà esecutiva. Sempre in quel periodo (1911) il pittore iniziò a scrivere la propria autobiografia. «Antoni Piotrowski, in quanto pittore, appartiene a quel gruppo ormai esiguo di artisti che rappresentano la migliore tradizione della scuola di Matejko e un grande amore per l’arte, un disegno esemplare, un’esemplare cura nella rifinitura dei dettagli, il talento nel cogliere il momento pittorico anche tra i soggetti più comuni. Il notevole contributo pittorico che apporta all’arte polacca lo colloca tra i primi ranghi dei maestri del pennello». (W. Prokesch, «Antoni Piotrowski», [in:] «Współczesne Malarstwo Polskie», vol. VIII, Cracovia [s.d.], p. 14.)
Le sue ispirazioni, così come le correnti artistiche, cambiarono, ma Piotrowski nella sua attività artistica rimase fedele alla corrente realista; alcuni decenni dopo si scriveva di lui così: «La pittura di P., ispirata all’opera di Gerson e plasmata sotto l’influenza dell’ambiente varsaviano a lui vicino, e poi di quello monacense, appartiene quasi interamente alla corrente realista. Con particolare passione, l’artista elaborava sfondi paesaggistici, solitamente trattati in modo ampio, che mostravano una vasta veduta della natura, simili ai paesaggi di Maksymilian Gierymski. Immagini idilliache […] con figure umane realistiche […] Gli elementi fantastici che comparivano nei dipinti di Piotrowski a cavallo tra le due epoche non determinarono cambiamenti nel modo realistico di plasmare il mondo rappresentato né diedero inizio alla ricerca di nuovi mezzi espressivi. Nel 1911 l’artista scriveva nella sua «Autobiografia»: «Io appartengo a un’altra epoca, non capisco molte cose che accadono intorno a me nella pittura…, ciò che si fa attualmente è decadenza». (U. Leszczyńska, «Piotrowski Antoni», in: «Dizionario degli artisti polacchi e stranieri attivi in Polonia, deceduti prima del 1966: pittori, scultori, grafici», Volume VII, Pe-Po, Varsavia 2003, pp. 214-215.)
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